L’architetto e genitore membro del Consiglio d’Istituto della scuola Marone Massimo Andreoli, vista la mozione sul cosiddetto “Rudere” che verrà discussa domani in Consiglio Comunale, ha scritto una lettera – a tutto il Consiglio Comunale – per illustrare i motivi della sua contrarietà e quella che può essere una alternativa per il nostro Comune.
LA NUOVA PROPOSTA
”In sintesi la nostra proposta prevede la realizzazione di un edificio ad un solo livello, nell’area ricompresa tra via Borsellino e via Copernico, utilizzando la più recente tecnologia di prefabbricazione in cemento armato che consentirebbe l’abbattimento dei costi e la compressione dei tempi di realizzazione. Non si tratta cioè di container rimovibili ad uso temporaneo, ma piuttosto di un vero e proprio nuovo edificio che rimarrà a servizio della Città al centro della Città.
Questa nuova costruzione sarà ovviamente realizzata da subito in conformità a tutte le normative applicabili alle sedi scolastiche, ivi compresa la normativa antincendio e la normativa sulle costruzioni in zone sismiche, garantendo la sicurezza degli Studenti e dei Dipendenti della Scuola, cosa che ad oggi non sembra potersi dire del così detto “Rudere”.”

L’ADEGUAMENTO SISMICO DEL NUOVO EDIFICIO
”Riguardo a questo aspetto specifico è infatti noto che qualsiasi edificio si voglia adibire a sede scolastica debba essere oggetto di adeguamento sismico, cioè allo stesso intervento strutturale a cui sarà sottoposta l’attuale sede di via della Tecnica 3 e per il quale è prevista una spesa pari ad oltre 5 milioni di euro [1].
Anche l’edificio di via dei Castelli Romani 24 dovrà quindi essere soggetto a pari intervento, e se si considera che la superficie dell’attuale sede di via della Tecnica 3 e dell’edificio di via dei Castelli Romani 24 sono circa coincidenti, proprio perché devono contenere lo stesso numero di aule, è facile presumere che anche la spesa per l’adeguamento sismico sarà pressoché coincidente. Se a ciò si aggiunge che l’edificio di via dei Castelli Romani 24, oltre all’adeguamento sismico, necessita di altre importanti opere come la realizzazione di una scala esterna di sicurezza, il rifacimento di tutti gli impianti, la realizzazione di tutte le tramezzature interne e di tutte le finiture interne ed esterne, si capisce bene che la spesa totale potrà arrivare facilmente a 7 milioni di euro.”
L’INCOMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI EMERGENZA COMUNALE
”C’è poi il tema della incompatibilità con il Piano di Emergenza Comunale [2], di cui nessuno fa menzione, ma che a ben ragionare è un altro aspetto imprescindibile nella scelta di una sede scolastica, a meno di non voler deliberatamente esporre 750 minori ad un rischio prevedibile e regolato da specifica normativa ministeriale. Nel merito, il Piano delle Emergenze del Comune di Pomezia, che regola appunto la distribuzione delle strutture di accoglienza sul territorio per le prime fasi di gestione dell’emergenza, non prevede alcuna area di raccolta nella zona di via dei Castelli Romani. Diversamente invece, la nostra soluzione di via Borsellino ricade proprio all’interno di un’area di raccolta prevista dal Piano delle Emergenze, costituendone addirittura una opportuna dotazione per il ricovero ed assistenza dei Cittadini maggiormente colpiti da un eventuale evento emergenziale.”
IL PROBLEMA MONETARIO
”Infine, non come Genitori ma come Cittadini, evidenziamo che la nostra soluzione, per quanto da noi computato, avrà un costo per le casse Comunali minore e consentirà di avere un edificio nuovo anziché riadattato come quello di via dei Castelli Romani 24 che è stato realizzato nel 1997. Per quanto sopra esposto, confidando nel buon senso di chi è chiamato a decidere, noi Genitori chiediamo a questa Amministrazione di rinunciare all’acquisto dell’edificio di via dei Castelli Romani 24 e di orientarsi verso la nostra soluzione alternativa, più aderente alle aspettative della Comunità Scolastica e meno onerosa per le casse comunali.”