Riceviamo e pubblichiamo
Abbiamo letto il riscontro che il Comune di Pomezia ha inviato alla Prefettura dopo il nostro esposto sul Rendiconto 2025.
La verità è scritta nero su bianco dall’Amministrazione stessa: hanno violato la scadenza di legge del 30 aprile.
Ecco i fatti incontestabili:
4 Maggio: la Giunta adotta lo schema di rendiconto (già fuori tempo massimo)
22 Maggio: arriva il parere dei Revisori dei Conti
25 Maggio: i documenti completi vengono finalmente dati ai consiglieri.
Un ritardo “matematico” e consapevole: il regolamento prevede, infatti, 20 giorni per i Revisori e altri 20 giorni minimi per il deposito atti prima del Consiglio.
Approvando lo schema solo il 4 maggio, la Giunta sapeva benissimo che si sarebbe slittati a metà giugno e quindi la norma è stata violata in modo consapevole.
Ad oggi, inoltre, non esiste un Consiglio Comunale convocato, ma solo l’ipotesi di parlarne dopo il 16 giugno.
Non accettiamo che si scarichi la colpa sui consiglieri che “avrebbero dovuto controllare il protocollo”: il rispetto delle regole e la trasparenza sono doveri in primis di chi governa.
Visto che le scadenze sono saltate e i diritti del Consiglio Comunale calpestati , oggi stesso abbiamo trasmesso un sollecito formale al Prefetto di Roma, chiedendo l’applicazione dell’art. 141 del TUEL: l’avvio delle procedure di scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario per gestire l’Ente.
Siamo di fronte a una gravissima violazione di legge che ha scientemente compresso il ciclo di bilancio, determinando un impatto ingiustificatamente penalizzante per la comunità di Pomezia.
Le istituzioni si difendono rispettando le regole. Sempre.
Movimento 5 Stelle e Partito Democratico di Pomezia