Cattivo รจ il primo romanzo di Simone Abbruzzi, classe 1982, pubblicato a maggio 2026 per la casa editrice Transeuropa.
Un aggettivo in grassetto e solitario capeggia come titolo in copertina mentre una C maiuscola a tutta pagina accoglie il lettore. Elementi che rimarcano, senza ombra di dubbio, che il romanzo che ci si appresta a leggere non narra di fate e di storie a lieto fine.
Il romanzo รจ ambientato ad Affori, periferia nord di Milano, e le voci narranti di tre ragazzi, Ricky, Samu e Luca, si alternano per accompagnarci in una realtร senza via dโuscita, senza possibilitร di riscatto, senza alcuna visione sul futuro. Cโรจ chi ha una famiglia borghese alle spalle e chi lotta per qualche spicciolo ma non sono le origini a tenerli insieme quanto quel loro annaspare in un presente che diventa una realtร fatta di droga, rabbia, alcool, violenza negli stadi, solitudine e tradimenti.
Le voci dei tre ragazzi si sovrappongono al punto che a volte puรฒ capitare di confonderle e questo, suppongo, sia voluto perchรฉ le tre voci urlano al mondo unโunica profonda e ingorda rabbia, incapace di trovare una qualsiasi possibilitร di salvezza e guidata dal desiderio di ยซspingere al limite come a dimostrare qualcosa a noi stessi incuranti delle conseguenze.ยป
Voci che urlano una solitudine profonda e uno smarrimento diabolico davanti a uno sbiadito futuro al punto da costringere i tre protagonisti a correre a tutta velocitร in un presente torbido, maldestro e decisamente cattivo.
Il romanzo, con una scrittura priva di fronzoli ma ricca di dettagli, lascia emergere come filo conduttore proprio lโaggettivo Cattivo: si nasce cattivi o lo si diventa? Questa la domanda che, per niente velata, traspare nel romanzo.โจSono le cattive compagnie? Una ribellione nei confronti della famiglia? Un mutato DNA o addirittura lโaria che si respira a contaminare i protagonisti, fino a spingerli a vivere allโestremo ogni cosa, bruciando e dissipando ogni barlume di una qualsivoglia prospettiva diversa dal male?
Abbruzzi riesce con audacia e determinazione a far immedesimare il lettore nei protagonisti. Non per giustificarli o perdonarli ma per far vivere il loro smarrimento, la loro confusione, quella spasmodica ricerca di riempiere un vuoto che corrode. Senza mezzi termini nelle pagine di Cattivo emerge ciรฒ che lโautore fa dichiarare a Samu: ยซDovevo sfogare da qualche parte la rabbia repressa e accumulata per le mille sfighe ed io gridavo il mio odio al mondo.ยป
Cattivo colpisce per lโineluttabilitร dei protagonisti che vagano nella periferia di Milano circondati dal male che corrode ogni cosa: la cittร , gli affetti, la famiglia, lโamicizia e addirittura lโanima di ciascuno di loro, diventando un ulteriore voce delirante, malefica e, appunto, cattiva.
Sono un insoddisfatto. Perennemente.
Sono fatto. Perennemente.
Mi faccio per non pensare.
Esagero per non impiccarmi.
Cattivo รจ un romanzo breve, appena 160 pagine, ma intenso. Parole e scene che possono addirittura disturbare per la loro schiettezza ma che ci raccontano, senza tanti giri di parole, di una malessere dilagante, corrosivo, esplosivo che trascina e deborda fino allโestremo e che, nel suo passaggio, trasforma i giovani accanto a tutti noi, in inesorabili โragazzi cattiviโ e che lascia nel lettore momenti di grande riflessione e una sensazione di profonda impotenza.