La notte degli Oscar

Share

La notte del 10 marzo 2024 (In Italia 11 marzo) è stata teatro della, ormai celebre da 95 anni, premiazione cinematografica più prestigiosa a livello mondiale, ovvero la consegna degli Oscar.

Le pellicole cinematografiche protagoniste durante l’anno concorrono, assieme al proprio cast, alla tanto agognata statuetta d’oro, assegnata in base a 23 categorie specifiche con gli annessi candidati. Location: il Dolby Theatre di Los Angeles, in California, città cardine del cinema mondiale.

L’evento, caratterizzato come al solito da outfit sfarzosi, comicità e discorsi emozionanti, è stato trasmesso in Italia dalla Rai in collegamento diretto con gli Stati Uniti.

Il miglior film dell’anno, secondo l’Academy, è la pellicola diretta da Christopher Nolan, “Oppenheimer”, che racconta la storia della creazione della bomba atomica dagli occhi del suo creatore omonimo, portandosi a casa ben sette statuette su tredici candidature.

La serata “battezza” Nolan come miglior regista del 2023, titolo che desiderava da molto tempo, considerando l’uscita a mani vuote per ben 3 volte dalle candidature precedenti: nel 2002 con “Memento” – miglior sceneggiatura originale -, nel 2011 con “Inception” – miglior film e miglior sceneggiatura – e nel 2018 con “Dunkirk” – miglior film e miglior regista -.

Cillian Murphy e Robert Downey Jr. portano a casa la statuetta d’oro rispettivamente come “miglior attore” e “miglior attore non protagonista”, spiccando tra i candidati per le loro ottime interpretazioni.

La pellicola vince inoltre i premi di: “miglior montaggio”, “miglior fotografia” e “miglior colonna sonora originale”.

Altro protagonista della serata, seppur con timidezza rispetto al “rivale”, è stato “Povere Creature”, film diretto dal regista greco Yorgos Lanthimos, che racconta la storia di Bella Baxter adattando l’omonimo romanzo scritto da Alasdair Gray nel 1992.

Emma Stone vince il premio come “miglior attrice” con la magnifica interpretazione della protagonista, categoria combattuta più delle altre, a mio avviso, visto il calibro delle interpretazioni femminili che quest’anno hanno caratterizzato il cinema.

La pellicola porta a casa inoltre anche i premi per: “miglior scenografia”, “migliori costumi” e “miglior trucco”

A pari merito con un premio ciascuno ci sono:

  • “Barbie”, film diretto da Greta Gerwig con protagonista Margot Robbie nei panni della celebre bambola Mattel, premiato per la miglior canzone “What Was I Made For”, singolo della cantante Billie Eilish e Finneas O’Connell.
  • “American Fiction”, film diretto da Cord Jefferson che vince il premio come “miglior sceneggiatura non originale”
  • “The Holdovers”, pellicola diretta da Alexander Payne con Paul Giamatti nei panni dello scorbutico professor Hunman, si aggiudica il premio come “miglior attrice non protagonista” consegnato a Da’Vine Joy Randolph.
  • “La Zona d’Interesse”, diretto Jonathan Glazer, vince il premio come “miglior film straniero” e “miglior sonoro”.

La sorpresa, in negativo, della serata è stata sicuramente il film diretto da Martin Scorsese, con protagonista Leonardo Di Caprio, “Killers of the Flower Moon”.

La pellicola, basata su fatti realmente accaduti e ambientata nell’Oklahoma degli anni ’20, probabilmente l’ultima del grande regista, torna a casa a mani vuote con zero statuette in ben dieci nomination.

Non il finale di carriera migliore per uno dei più grandi registi della storia cinematografica, che ci voglia regalare un ultimo capolavoro per concludere al meglio? Staremo a vedere.

L’ultimo film del maestro giapponese Hayao Miyazaki, probabilmente anche per lui l’ultimo, “il ragazzo e l’airone” porta a casa la vittoria come “miglior film d’animazione”.

Il fondatore del celebre Studio Ghibli, racconta, con la magia tipica dell’ambientazione “ghibliana” e i tratti magnifici dei suoi disegni, la storia di Mahito e del suo superamento di un terribile lutto, superando il concorrente “Spiderman: Across the Spiderverse”.

I creatori del film animato sull’uomo ragno successivamente hanno commentato complimentandosi e affermando che “se devi perdere, tanto vale farlo con il più grande dei tempi”

Sono stati premiati anche “il miglior documentario”, assegnato a “20 days in Mariupol”, docufilm di Mstyslav Chernov che racconta come un gruppo di giornalisti ucraini, intrappolati dall’assedio russo, prosegue il loro lavoro documentando le atrocità del conflitto.

Wes Anderson scrive e dirige “la meravigliosa storia di Henry Sugar”, con protagonista Benedict Cumberbatch, vincendo la statuetta come “miglior cortometraggio”

Vincono i premi “migliori effetti speciali”,“miglior cortometraggio documentario” e “miglior cortometraggio d’animazione” rispettivamente: “Godzilla Minus One”, “The Last Repair Show” e “WAR IS OVER! Inspired by the Music of John & Yoko”.

Read more

Local News