Il 25 dicembre all’interno delle nostre tradizioni familiari ha sempre rappresentato un punto di riferimento culturale e sociale. Questa data, per molte persone, rappresenta il giorno della Natività di Cristo, una delle principali festività della tradizione cattolica. Ma prima del cristianesimo, cosa si festeggiava il 25 dicembre? In questo breve articolo cercheremo di analizzare le principali festività del passato che hanno poi lasciato posto al Natale.
I celti: un solstizio sbagliato
Tra le varie popolazioni pagane che festeggiavano il 25 dicembre troviamo i celti: questa popolazione indoeuropea festeggiava il solstizio d’inverno, ovvero il giorno più “corto” dell’anno e dunque il più buio. Precisamente in questa data si celebrava Yule, la festa pagana della luce e della rinascita, che iniziava durante il solstizio d’inverno e durava per i successivi 12 giorni. Probabilmente il termine Yul deriva dalla parola norrena “Hjól”, il cui significato è “ruota”. L’evento infatti simboleggiava il punto più basso nella Ruota dell’Anno celtico, dal quale si sarebbe poi risaliti. Questa festività celtica era una delle celebrazioni principali dei culti legati al ciclo della natura e alla vita rurale.
La festività era importante in generale per tutte quelle popolazioni pagane che avevano al centro del proprio culto l’adorazione del sole, anche se, in realtà, il solstizio d’inverno era qualche giorno prima, tra il 21 e il 22 dicembre.
I romani: tra Sol Invictus e Saturnalia
Il Sol Invictus rappresentava nel tardo Impero Romano un appellativo religioso per diverse divinità associate al sole, quali Helios, El-Gabal, Mitra e Apollo: durante la dinastia degli imperatori Severi, precisamente sotto Eliogabalo, esse finirono per essere assimilate all’interno di un monoteismo “solare”. Bisogna ricordare che secondo i romani, insieme al popolo venivano conquistate anche le “divinità” delle popolazioni sottomesse, per questo all’interno del pantheon romano si possono incontrare divinità “simili”.
Nel 274 d.C. Aureliano adottò il rito del Sol Invictus, che era visto come un forte elemento di coesione dato che il culto del sole era presente in tutte le regioni dell’Impero. Come riferisce l’apologista cristiano Tertulliano, erano in molti a credere erroneamente che gli stessi cristiani adorassero il sole e, di conseguenza, l’iniziativa di unificare in un solo culto tante similitudini poteva giovare nel compito di governare la forte ascesa del cristianesimo.
Si presume che fu lo stesso Aureliano a inaugurare la festa solstiziale del Dies Natalis Solis Invicti, il “Giorno di Nascita del Sole Invitto”, nel giorno del 25 dicembre: la scelta di questa data poteva rendere più importante la festa, in quanto vicina alla festa romana più antica, i Saturnali.
I Saturnali erano un ciclo di festività della religione romana, dedicate all’insediamento nel tempio del dio Saturno e alla mitica età dell’oro. Domiziano fissò le date di tale festività nel periodo che andava dal 17 al 23 dicembre. Oltre ad essere caratterizzati da grandi banchetti e sacrifici, per la prima volta assistiamo all’usanza dello scambio dei doni, tipico del moderno concetto del Natale: i partecipanti infatti si scambiavano piccoli doni simbolici, detti strenne. Di tale usanza troviamo delle testimonianze anche nella letteratura latina: famosi sono gli epigrammi di Marziale, usati spesso per accompagnare lo scambio dei doni.
Altra caratteristica delle festività era il sovvertimento dell’ordine sociale: gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente uomini liberi comportandosi di conseguenza.
Il mondo ebraico: la festività di Hanukkah
Anche gli ebrei associano la fine del mese di dicembre ad una festa: l’Hanukkah. In questa festività, viene ricordata la rivolta della famiglia dei Maccabei contro i Seleucidi. Durante l’occupazione ellenica, Antioco IV proibì le pratiche ebraiche, nel tentativo di ellenizzare il popolo ebraico. Un esempio di questo tentativo di conversione culturale è la costruzione di un altare a Zeus nel Tempio di Gerusalemme. I Maccabei con una ribellione riuscirono a riconquistare il tempio “purificandolo” nel 164 a.C.
La tradizione prevede l’accensione della Menorah, il tipico candelabro a nove bracci, accendendo una candela aggiuntiva ogni sera, fino a raggiungere otto candele alla fine della festa. Durante l’accensione delle candele, vengono recitate preghiere e canti tradizionali intonati durante le celebrazioni, mentre nelle comunità più influenzate dalla cultura occidentale c’è anche l’usanza di scambiarsi regali.
L’avvento del Natale cristiano
La storia del Natale cristiano ha inizio nel 300 d.C., durante il papato di Giulio I. Il papa decise di associare alla data del 25 dicembre il giorno della nascita di Gesù, probabilmente in risposta alle antiche tradizioni pagane di festeggiare in quel periodo festività molto importanti. Successivamente, nel 529 d.C., l’imperatore Giustiniano I, forte repressore dei culti pagani, dichiarò ufficialmente il 25 dicembre come festività dell’Impero Romano d’Oriente.
La Bibbia non menziona mai con precisione il giorno della nascita di Cristo; ciononostante, questa festività cristiana è comunque entrata nella tradizione di popoli culturalmente diversi tra loro, con più di 160 nazioni coinvolte nei festeggiamenti natalizi. In alcuni paesi però, come Arabia Saudita e Corea del Nord, è severamente vietato festeggiare pubblicamente il Natale.