Lo scorso 21 Maggio si è tenuta presso il Parco Selva dei Pini la presentazione del primo libro di Michele Bellini “Salviamo l’Europa, otto parole per riscrivere il futuro”. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione “Tempo Libero Pontino” il cui presidente, Dino Spagnoli, ha moderato la presentazione.
Chi è Michele Bellini?
Classe 1992, cremonese, ha avuto l’opportunità di studiare Sciences Po a Parigi avendo come professore Enrico Letta. Dopo il master “International public management” diventa assistente del professor Letta, che lo porta con sé in Italia nel 2021 quando viene nominato segretario del PD. Attualmente ricopre la carica di Responsabile Politiche UE del PD Lombardia, nonché il ruolo di consigliere politico alla Camera dei Deputati. La prefazione del suo libro è scritta proprio dal suo ex professore Enrico Letta.

Salviamo l’Europa: di cosa si tratta?
“La brexit può rappresentare un momento di presa di coscienza per noi Europei.”
Michele Bellini
Il Libro di Bellini offre otto spunti di riflessione sulle tematiche più urgenti che l’UE dovrà affrontare in questo momento storico: il suo ruolo nello scacchiere geopolitico mondiale, la questione dell’immigrazione, le sfide sui temi della sostenibilità, dell’energia e dell’innovazione tecnologica, gli investimenti del PNRR, l’utilizzo delle nuove A.I, il ruolo del Green Deal e i conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
L’ordine dei capitoli del libro segue uno schema preciso: si parte dalla «geopolitica», poiché ogni riflessione non può essere scollegata dal contesto mondiale in cui è inserita. Per «allargamento» si intendono le forme attraverso cui è possibile relazionarsi all’Unione europea: qualsiasi rapporto ha un impatto sulla «sovranità» dei singoli stati e sull’idea di «democrazia».
La seconda parte si apre con due grandi tematiche: la lotta al cambiamento climatico analizzata nei termini della «sostenibilità» e i problemi legati all’«immigrazione». In chiusura troviamo i problemi legati all’economia dell’UE nel concetto di «convergenza» ed il tema della «tecnologia» che si espande riprendendo concetti sia del contesto geopolitico sia dell’impatto che essa gioca sulla democrazia.
”L’Europa di oggi e di domani avrà successo se ci sarà il protagonismo delle comunità locali”.
Michele Bellini
Salvare l’Europa, ma da cosa?
“Dire più Italia e meno Europa non ha senso. Dove l’Europa è forte l’Italia si rafforza.”
Michele Bellini
Secondo Bellini l’Europa va salvata da chi ritiene che avanzare nel percorso di integrazione Europea non sia poi così fondamentale. L’autore fa notare come l’importanza dell’integrazione ci sia data dalla realtà di questi ultimi 5 anni: pensiamo alla pandemia, alle guerre, all’inflazione, al cambiamento climatico. “La realtà ci sta dicendo che o proseguiamo nell’integrazione Europea oppure l’azione pubblica non sarà in grado di dare le risposte adeguate che giustamente i cittadini richiedono”.
“L’attuale compagine di governo (italiana) fa molta retorica nel dire «noi andiamo in Europa a difendere l’interesse nazionale». Se si va a vedere in alcuni dossier si vede come di fatto poi non è così. Oggi difendere l’interesse nazionale significa guardare agli interessi dei cittadini e in tanti ambiti la realtà mostra che gli interessi dei cittadini si difendono meglio se c’è una maggiore azione Europea; noi dobbiamo consentire che questa maggiorazione Europea ci sia e non ostacolarla.”
Il Risveglio Europeo
Per Bellini l’Europa si era abituata a guardare un mondo non per quello che era effettivamente, ma per quello che l’Europa voleva che fosse. Con l’invasione di Putin all’Ucraina l’Europa ha dovuta ammettere che il mondo stava andando in una direzione ben diversa da quella sperata (cioè una direzione della globalizzazione e della Pace). “Per questo ci siamo risvegliati da questa illusione e adesso dobbiamo fare i conti con una realtà molto diversa da quella che era stata immaginata e non è certamente banale riadattarsi a questa nuova realtà.”
Un estratto dal libro
Affinché l’Europa non resti indefinitamente in vacanza deve provare a essere quel faro capace di guidare l’occidente verso politiche umane. Detto in altri termini, l’Europa deve ritrovare la sua anima, laicamente intesa, riequilibrando il rapporto tra politica e tecnica a favore della prima. Per mettersi in condizioni di parlare, la riflessione critica sul passato deve nutrire un percorso riformatore, ormai inevitabile.
La realtà mostra che i grandi ideali – la pace, la democrazia, la giustizia – non si raggiungono una volta per sempre, ma vanno continuamente conquistati.
Questo vale anche per l’ideale Europa, che ha un grande bisogno di essere riconquistato. Non più solamente da una piccola élite di visionari, ma dal più largo numero di persone possibile.