Tutte le droghe fanno male?

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Nell’ultimo periodo sta spopolando il nuovo spot del governo per la campagna di comunicazione “Butta via la droga, non la vita”. Lo spot ha per protagonisti due ragazzi di età ben diversa, uno dei quali è intento a rollare “una canna”.  A questo punto il ragazzino più piccolo ricorda come tutte le droghe fanno male e che “poi è un attimo che passi ad altre droghe!”. Ma è davvero così?

Il consumo di Cannabis in Italia

Secondo gli ultimi dati raccolti da EMCDDA (European Motor Center Drugs and Drug Addiction), in Italia il 32,7% della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso almeno una volta di cannabis. Inoltre, circa 6 milioni di persone nel nostro Bel Paese fanno uso cannabis, di cui circa 2 milioni ne fanno un uso assiduo. Nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni la percentuale di consumatori di cannabis nell’ultimo anno è del 19%.

Nonostante i quasi 2 milioni di consumatori assidui in Italia, non esiste alcun caso registrato di morte da overdose fatale di sola marijuana. Per rischiare l’avvelenamento mortale da uso di cannabis, secondo alcuni studi americani, è necessario ingerire per via orale circa mezzo grammo di THC puro per chilo di massa corporea.

La “Teoria del Passaggio”

Questa teoria nasce durante gli anni 30’ negli Stati Uniti. La tesi sostiene che l’utilizzo di droghe “leggere” come la marijuana porterebbe con maggiore probabilità il consumatore all’utilizzo di droghe “pesanti”. Nel 1944 tramite il Rapporto La Guardia viene attestato come la marijuana non fosse causa di violenza ma che addirittura si potesse usare come “farmaco” contro la dipendenza da alcol ed eroina. Il Governo Americano fermò qualsiasi ricerca sui derivati della cannabis, incaricando la “American Medical Association” di preparare un rapporto che rispecchiasse le posizioni governative.

Interessante notare, invece, come diversi studi abbiano dimostrato che i consumatori di bevande alcoliche abbiano una maggiore probabilità di utilizzare in futuro tabacco, marijuana o altre sostanze nocive. Stesso discorso vale per il tabacco: i consumatori hanno una probabilità maggiore tra le 15 e le 80 volte rispetto ad un non consumatore di utilizzare successivamente altre sostanze stupefacenti.

Invece Alcol e Tabacco?

In Italia il 76,5% dei giovani adulti (15-34 anni) ha consumato alcol nell’ultimo mese. Secondo le indicazioni dell’OMS, l’alcol è una vera e propria droga, in quanto sostanza psicoattiva in grado di alterare la percezione della realtà. Secondo i dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, il consumo di alcol rappresenta il quinto fattore di rischio per il carico di malattia globale. In Italia, ogni anno muoiono a causa dell’alcol circa 17.000 persone, con una media di circa 48 persone al giorno. Circa 1.700.000 giovani (tra questi 800.000 minorenni) sono a rischio di patologie e problematiche correlate all’abuso di alcol

Per quanto riguarda invece l’uso di tabacco, secondo l’OMS rappresenta la più grande minaccia per la salute e il primo fattore di rischio delle malattie croniche non trasmissibili. In Italia, il 28,2% dei giovani adulti ha affermato di aver fatto uso di tabacco nell’ultimo mese, mentre circa 43.000 persone muoiono ogni anno per malattie correlate all’abuso di tabacco.

Tabacco e Alcol hanno una percezione del rischio molto più bassa nella società odierna rispetto alla marijuana, perché diventati ormai aspetti culturali.

Quindi tutte le droghe fanno male?

“ci sono prove convincenti e durature che la marijuana non sia un farmaco di passaggio

The Marijuana Gateway Fallacy

Sarebbe più corretto affermare che tutte le sostanze cancerogene facciano male, in maniera differente l’una rispetto all’altra. La concezione della marijuana come gateway per l’utilizzo di altre sostanze stupefacenti è smentita da diversi studi. Secondo il rapporto del The Marijuana Gateway Fallacy: “ci sono prove convincenti e durature che la marijuana non sia un farmaco di passaggio”. Spesso l’uso di cannabis aiuta a diminuire l’uso di altre sostanze: “la sostituzione della cannabis per uno o più alcolici, droghe illecite o farmaci soggetti a prescrizione medica è stata segnalata dall’87% degli intervistati (link dello studio)”.

Inoltre, altri studi evidenziano come l’alcol o il tabacco rappresentino il primo tramite per il mondo delle dipendenze e dell’uso di stupefacenti: “Gli intervistati che hanno iniziato a consumare alcol in prima media hanno riferito un uso di sostanze illecite significativamente maggiore nel corso della vita”.

Nonostante questi studi, le pubblicità di bevande alcoliche sono ancora estremamente visibili e le misure di prevenzione del tabagismo risultano ancora insufficienti.

Gian Mario Mazzola
Gian Mario Mazzola
19 anni. Studente di Giurisprudenza presso l'università La Sapienza di Roma. Appassionato di storia, politica e letteratura. Mi occupo di politica locale, nazionale e di approfondimenti sul nostro passato politico.

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