La mobilità sul nostro territorio è sempre stata argomento di accesa discussione, dalla creazione di zone 30 alla costruzione di piste ciclabili, criticate spesso per l’assenza di un progetto che le unificasse.
Passando alla protesta di quest’anno in cui gli studenti dei Licei Picasso e Pascal hanno lottato per ottenere la creazione di 2 linee del trasporto pubblico locale per raggiungere la sede distaccata di Selva dei Pini e alla sentenza sul PEBA, che ha portato alla condanna del Comune per il mancato abbattimento delle barriere architettoniche, che sono un limite e pericolo per tutte le persone fragili, dai bambini agli anziani, da chi si muove in carrozzina a chi è ipovedente o non vedente.
Spesso la discussione sulla mobilità si intreccia con lo stato delle nostre strade, in diverse tratte dissestate o anche semplicemente inaccessibili per chi non possa usare una macchina, anche solo per l’assenza di marciapiedi per arrivare ad una fermata dell’autobus.
Il problema diventa ancora più grave quando tutto questo accade in un quartiere prettamente residenziale come quello di Campo Jemini.
Diverse sono state le segnalazioni pervenute in redazione di una situazione per i residenti insostenibile vista la pericolosità di via delle Orchidee, la strada che attraversa il quartiere.
L’assenza di marciapiedi, peraltro in una strada a doppio senso di marcia molto stretta, rende molto difficile per un pedone – e praticamente inaccessibile per un cittadino fragile – anche solo raggiungere la fermata del trasporto pubblico. Inoltre, l’assenza di attraversamenti pedonali, assenti anche in prossimità delle fermate, rende via delle Orchidee ancora più pericolosa, con l’aggiunta che spesso gli automobilisti superano incuranti il limite dei 50 km/h.
Il caso che oggi vi riportiamo è sintomatico di una situazione presente in molti quartieri di Pomezia, che, oltre a peggiorare la qualità di vita dei cittadini, la mettono in pericolo.
Sono diverse le azioni che possono essere intraprese, anche sul modello di altri quartieri di Pomezia come la Castagnetta, che ha limitato il problema grazie alla costruzione di attraversamenti pedonali rialzati e semafori che danno lo stop superato il limite di velocità, rendendo così più sicura la mobilità di tutti.