Che i valori dell’antifascismo siano parte integrante della nostra Costituzione è un dato di fatto. Ciò si trova non solo in maniera implicita, poiché proclama tutta una serie di diritti e di libertà antitetiche al fascismo, ma anche in forma esplicita. Pomezia, pur sorgendo nell’agro romano, vide la sua nascita come città di fondazione a seguito della bonifica dell’agro pontino. I simboli del passato fascista sono ancora presenti nell’architettura cittadina, basti pensare al balcone presente in Piazza Indipendenza. Però, non è solo l’architettura a ricordare un certo tipo di destra. Quindi ci siamo chiesti: “Anche le strade sono antifasciste?”
Via Giorgio Almirante e Via Pino Romualdi
“Gli ebrei sono stati messi al loro posto. […] I puri sangui saranno messi in campi di concentramento”
Pino Romualdi
Queste due vie sorgono nei Pressi del Quartiere Primavera di Pomezia, è sono intitolate rispettivamente a Giorgio Almirante e Pino Romualdi. Chi sono queste due figure di prestigio da meritare l’intitolazione di una via con il proprio nome?
Pino Romualdi nel 1939 fu nominato vicesegretario federale del Partito Nazionale Fascista a Gimma, in terra etiope. Nel 1943, aderì alla Repubblica Sociale Italiana, durante lo stesso periodo in cui diresse la Gazzetta di Parma, dove, commentando le disposizioni antisemite del Manifesto di Verona, scrisse: «Gli ebrei sono stati messi al loro posto. […] I puri sangui saranno messi in campi di concentramento, mentre i sangui misti saranno guardati e controllati molto da vicino dalle autorità di polizia». Nel 1946 Romualdi fu tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano, di cui sarà fino al 1948 il leader effettivo. Sempre nel 1946 fondò il movimento neofascista Fasci di Azione Rivoluzionaria.
Giorgio Almirante non ha certo bisogno di presentazioni e la sua vita difficilmente rientrerebbe nelle frasi di un riassunto, ma possiamo leggere alcune sue dichiarazioni eclatanti: «Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti […] Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene […] e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; […] Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue.»


Le posizioni di ANPI e PD
Tramite un proprio comunicato, la sezione ANPI di Pomezia ha indetto una raccolta firme, che si svolgerà sabato 20 Gennaio dalle 10.00 alle 13.00 presso Piazza San Benedetto. Scopo della raccolta è la rimozione delle due vie intitolate a Giorgio Almirante e Pino Romualdi a favore dell’intitolazione delle suddette vie a Teresa Mattei e Tina Anselmi, due figure di spicco dell’antifascismo e del costituzionalismo italiano.
Sulla stessa strada si è mosso il PD, che ha portato avanti una mozione per “la cancellazione strade intitolate a esponenti del partito o dell’ideologia fascista nel comune di Pomezia”. Anche in questo caso le due vie sarebbero rinominate in favore di Teresa Mattei e Tina Anselmi. Ma chi sono?
Teresa Mattei e Tina Anselmi
“la sovranità è nelle mani nostre, nelle mani del popolo e paritariamente in quelle di ogni cittadino; con questo la Repubblica ci ha fatto diventare cittadini e non sudditi.”
Teresa Mattei
Teresa Mattei nasce a Genova nel 1921, fu combattente durante la liberazione nella formazione garibaldina Fronte della Gioventù. Nel 1946 è eletta, tramite le liste del PCI, alla Costituente, a soli 25 anni, diventando la più giovane tra i costituenti. L’articolo 3 della Costituzione porta la sua firma, che riuscì ad introdurre al secondo comma l’espressione “di fatto”: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini […]”. Prese parte anche all’organizzazione dell’uccisione di Giovanni Gentile, considerato il filosofo che aveva dato un volto presentabile al regime fascista.
Tina Anselmi diventa staffettista nella resistenza a seguito dell’impiccagione, davanti ai suoi occhi, di 31 prigionieri da parte delle forze nazifasciste. Fu responsabile, durante i giorni della liberazione, delle trattative con il comando tedesco per evitare che ci fossero vittime o ritorsioni. Si impegnò nell’attività sindacale prima con la CGIL e poi con la CISL. Durante il terzo governo Andreotti fu nominata “Ministro del lavoro e della previdenza sociale”, diventando la prima donna a ricoprire la carica di ministro della Repubblica Italiana.


Conclusioni e riflessioni
La palla adesso è in mano all’amministrazione comunale, che dovrà decidere se accogliere la mozione portata avanti dal gruppo locale del PD e dall’ANPI, oppure sperare che con il tempo la questione passi in secondo piano.
La legge che interviene in materia è la Legge n. 1188/1927, che tra i suoi articoli mette in rilievo l’importanza di attribuire nomi a piazze, vie, parchi preferendo nomi di persone correlati alla storia della città e del territorio. Certamente sarebbe meglio non avere come nome delle proprie vie quelli attuali, ma si potrebbe pensare di rendere omaggio anche a persone che hanno portato il nome di Pomezia a livello nazionale ed internazionale. Non sarebbe bello avere via come il Franco Latini?