Nelle prime ore di questo martedì, il 7 maggio, è stato rinvenuto da una donna il cadavere di un uomo sul litorale di Torvaianica. Dato l’allarme, sono intervenuti tempestivamente sul posto gli operatori del 118 e le autorità locali competenti.
Il luogo di ritrovamento in questione è il lungomare Ugo Tognazzi, nei pressi di Campo Ascolano, presso il quale si sono recati i Carabinieri della stazione di Torvaianica.
L’uomo, sulla cinquantina, è stato ritrovato vestito solo di una maglietta e senza alcun documento, per cui la Guardia Costiera sta già procedendo a indagare sulla sua identità.
Nonostante non siano stati riconosciuti sul suo corpo segni di violenza, il caso, insieme alla salma dell’uomo deceduto, è stato lasciato in mano alla Procura della Repubblica di Velletri, che deciderà come proseguire, con l’auspicio che si possa fare chiarezza il prima possibile.
Il litorale di Torvaianica non è nuovo a questi macabri eventi: il 31 febbraio dello scorso anno, un 40enne fu ritrovato senza vita in spiaggia, probabilmente in seguito a un malore durante un’attività di kitesurf.
Il 5 maggio dello stesso anno, il corpo di un 75enne viene rivenuto senza vita nelle vicinanze della stessa località marina pometina.
Quattro anni prima, la stessa orribile sorte tocca ad un 17enne, il cui corpo è stato ritrovato sempre sulla spiaggia.
Oltre ai già citati, sono numerosi i casi di decessi registrati nell’arco degli ultimi anni sul litorale, dati che dovrebbero porre all’attenzione dell’amministrazione cittadina e delle forze dell’ordine un maggiore controllo, soprattutto alle porte della stagione estiva.
Ampliando il raggio temporale di analisi, spicca un caso di cronaca nera ancora irrisolto, uno trai tanti scandali della prima repubblica, che ha avuto come sfondo le spiagge di Torvaianica.
Nell’aprile del 1953 fu ritrovato il corpo dell’adolescente Wilma Montesi, dando inizio a una serie di testimonianze e deposizioni, contornate dalle varie sentenze dei maggiori partiti di quel tempo.
Il “caso Montesi”, di cui esistono vari filoni di indagine più o meno accreditati, è stato riportato in auge nel 2015, dopo 62 anni dal ritrovamento del cadavere, sia perché coinvolse alcuni grandi nomi della politica di quel periodo sia per le sue conseguenze come scandalo.
Da una parte la Democrazia Cristiana riteneva che lo scandalo fosse un complotto architettato dai vari avversari politici; dall’altra, i partiti di sinistra denunciavano la stessa DC di star coprendo i colpevoli dietro il caso.
Nonostante le indagini e le pressioni della stampa, il “caso Montesi” ancora non ha saputo identificare dei colpevoli né si sta muovendo verso la sua chiusura; resta da chiedersi, almeno per ciò che riguarda il nostro presente, se le indagini che si conducono siano al livello di dare certezze ai cittadini senza lasciare misteri irrisolti.