
Il 28 maggio, con consueto avviso, il presidente del Consiglio comunale, Francesco Lamanna, ha convocato il Consiglio comunale per discutere, in particolare, dell’approvazione al “rendiconto della gestione per l’esercizio 2023”. La maggioranza, guidata dal sindaco Veronica Felici, però, non si è presentata alla convocazione, annullando di fatto la seduta a causa del non raggiungimento del numero legale di consiglieri previsto, costringendo il presidente a riconvocarla il giorno successivo, nonostante il termine scaduto per l’approvazione del documento, con conseguente rimprovero e sollecito da parte del Prefetto.
Il rendiconto di gestione degli enti locali, in questo caso il Comune di Pomezia, è un documento contabile che riassume l’attività finanziaria durante l’esercizio finanziario in un determinato periodo, fornendo una panoramica delle entrate, delle spese, degli investimenti realizzati e, più in generale, la situazione economica e patrimoniale. Esso è un documento compreso nel bilancio ed è previsto dall’art.151, ai commi 5,6,7, del TUEL – Testo Unico degli Enti Locali-.
I consiglieri di opposizione e maggioranza si sono riuniti il 29 maggio, discutendo e, alla fine, approvando con votazione finale il documento. Non sono mancati però i disappunti. Tutti i consiglieri di opposizione, con l’eccezione di Eleonora Napolitano, assente durante la seduta, hanno denunciato l’assenteismo irresponsabile e l’inattività della maggioranza, causa degli evidenti problemi finanziari comunali – debito eccessivo e spese incontrollate – e la mancanza di risposte ai cittadini – con chiaro riferimento ai disagi della situazione che stanno vivendo le famiglie con i figli frequentanti la scuola Marone e Don Bosco – da parte del sindaco Felici.
Il consigliere Mangano – PD – ha esposto le enormi problematiche finanziarie del comune, nello specifico riferendosi alla difficoltà della riscossione dei tributi e un debito che supera i 7 milioni di euro, il quale non permette al comune di pagare numerose aziende.
La voce più tuonante e presente dai banchi della maggioranza è stata quella del consigliere Omero Schiumarini – gruppo Misto – il quale sostanzialmente ha “rispedito al mittente” le accuse, colpevolizzando maggiormente la vecchia amministrazione pentastellata del sindaco Zuccalà.
In un evidente clima teso, sia fuori che dentro l’amministrazione Felici, è importante cominciare a riflettere, agire nel costruire un piano finanziario che punti a riequilibrare la situazione, seguendo le linee guida presentate dai revisori dei conti. Continuare ad indebitarsi, non controllando le spese, incatena sempre di più una città che ha bisogno di interventiper migliorare i servizi e la vivibilità dei cittadini.