Il 29 luglio, dopo un periodo di pausa dovuto all’instabilità della maggioranza causata dalla Lega di Fabrizio Salvitti, sono riprese tutte le attività politiche, compresi i Consigli comunali. Questo primo Consiglio, in particolare, è stato fondamentale dal punto di vista “urbanistico”: le questioni trattate sono tante, complesse e con conseguenze fondamentali sulla vita dei cittadini di Pomezia.
L’ANNULLAMENTO DEL DOCUMENTO PRELIMINARE DI INDIRIZZO (DPI)
Il DPI è un documento preliminare che definisce gli indirizzi generali, le strategie e gli obiettivi che un qualunque ente intende perseguire mediante il piano territoriale della comunità.
Il DPI del Comune di Pomezia fu approvato nell’aprile del 2017 – prima amministrazione pentastellata del sindaco Fucci – e fu l’inizio di un percorso che avrebbe dovuto portare progressivamente a un nuovo piano regolatore comunale. Le motivazioni che portano la maggioranza Felici a chiedere l’annullamento di questa delibera si giustificano nel fatto – secondo l’assessore all’urbanistica Roberto Mambelli – che quest’ultima non abbia alcun effetto giuridico né sostanziale da un punto di vista urbanistico.

Non tarda ad arrivare la risposta del consigliere di Valore Civico Giacomo Castro, che evidenzia come siano presenti delle evidenti criticità all’interno del DPI, ma allo stesso tempo sottolinea come quest’ultimo sia stato il frutto di un lungo percorso e che sarebbe “da irresponsabili” buttare tutto all’aria. La necessità – secondo il Consigliere – è quella di approvare un nuovo piano regolatore (quello attualmente in vigore è stato approvato nel 1967 e attuato dal ’74), che metta da parte gli “appettiti dei singoli”.
A questo punto arriva la risposta da parte del capogruppo del gruppo misto Omero Schiumarini, che spiega come questo fosse un atto voluto dai 5S del 2017 (di Fucci), ma che non corrispondeva alla volontà politica del M5S del 2018 (Zuccalà) e, in tutto quel frangente temporale, non hanno avuto la minima volontà di dare seguito all’atto. Alla fine, l’annullamento del DPI viene approvato con 15 favorevoli, 4 contrari (M5S e Valore Civico) e 5 astenuti (PD).
PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE DEL “COMPARTO D”
Il Comparto D è quel quadrante collocato tra via Roma, la complanare della Pontina e via dei Castelli Romani (fino alla ASL, come riferimento). Secondo l’assessore Mambelli, questa parte della città, seppure sia un’area a destinazione industriale, è diventata progressivamente parte integrante del centro urbano di Pomezia. Quindi il progetto, partendo da questa premessa, si prefigge un obiettivo: integrare la zona con il centro città, allargando il perimetro urbano con servizi pubblici e privati in modo da riorganizzare il tessuto cittadino.

Per il progetto si pianificano una serie di interventi:
• la costruzione di due nuove rotatorie per fluidificare il flusso veicolare, una al “bivio” e l’altra all’intersezione tra via dei Castelli Romani e via Armando Veneziani;
• la realizzazione di un’ampia area verde con parcheggio di scambio.
Tuttavia, non sono mancate le critiche al vecchio progetto avviato dal sindaco pentastellato Adriano Zuccalà nel 2021, a partire da uno dei consiglieri di maggioranza. Infatti, Michele Conte (FdI) ha sostanzialmente descritto questo progetto come una “svendita” dei terreni comunali in riferimento al cambiamento della destinazione di uso di molti terreni da verde pubblico a servizi privati. Mentre il consigliere di Valore Civico Giacomo Castro ha sottolineato come questa delibera porterà ad un ammanco per il Comune di circa 1 milione e 400mila euro, non solo – secondo il Consigliere – perché le superfici di calcolo in questa delibera non sono conformi, ma addirittura perché all’interno di questa delibera il valore di mercato viene conteggiato con dei valori di mercato medi, mentre il regolamento prescrive che questi non vadano usati poiché fanno abbassare il maggior valore.

A questo punto il Consigliere si pone un interrogativo: forse noi abbiamo un problema con la dirigenza di questo Comune?
Anche il Partito Democratico risponde in merito a questo progetto attraverso la capogruppo Eleonora Napolitano, che chiarisce come sia soprattutto presente un problema di metodo: anche questa discussione è passata per delle commissioni illegittime e pertanto i consiglieri del PD non sono riusciti a portare le loro istanze. Questo ha portato i consiglieri del PD ad abbandonare l’aula consiliare durante il voto.
La mozione è stata approvata con 18 favorevoli e 1 contrario (Valore Civico).
RIATTIVAZIONE DELLA SUB-DELEGA PAESAGGISTICA
La sub-delega paesaggistica mira a delegare il tema paesaggistico a una commissione composta da tre esperti, con l’obiettivo – secondo la maggioranza Felici – di abbattere i tempi di risposta.
I problemi messi alla luce da parte delle minoranze nella nomina di questa commissione sono essenzialmente due:
• l’assenza di una regola che imponga una diversificazione delle competenze, con il rischio, quindi, di ritrovarsi un’intera commissione solo di ingegneri o di architetti;
• il fatto che il dirigente all’urbanistica nomini direttamente i membri della commissione.
Nonostante le criticità presenti, la mozione è stata approvata con 15 voti favorevoli e 8 astenuti (tutta l’opposizione).
ESTENSIONE DELLA RETE IDRICA E FOGNARIA ALLA CASTAGNETTA
Questo era uno degli interventi fondamentali che fu garantito da parte di ACEA – doveva essere completato entro il 2018 – quando si effettuò il passaggio da Edison nella gestione della rete idrica. Secondo l’assessore all’urbanistica Mambelli, l’intervento avrà il costo per ACEA di circa 10 milioni di euro. Tutto il Consiglio comunale si è unito sotto un’affermazione della consigliera del PD Martina Battistelli che si auspica che questo sia uno dei primi dei tanti progetti per il completamento della rete fognaria all’interno del Comune di Pomezia (basti citare Campo Jemini, via delle Monachelle o la parte finale di Martin Pescatore).

Il Consiglio si chiude con un’ultima scoccata di Omero Schiumarini che ha voluto evidenziare come il M5S, durante i suoi nove anni di governo, si sia macchiato della cessione della rete idrica e fognaria a una società esterna non fissando dei paletti certi. Secondo il Consigliere, questo avrebbe portato a un aumento del costo dell’acqua al metro cubo del 50%. Questo punto è stato approvato all’unanimità dei presenti.