Il rogo:
Era il 5 maggio 2017 quando abbiamo visto alzarsi una fumata nera dal centro di gestione rifiuti ECO X. L’odore acre di plastica, le polveri che cadevano al suolo, le finestre delle case sbarrate; era successo l’inevitabile e faceva mostra di sé con quell’immensa nube di fumo, possibile da vedere anche da chilometri di distanza: da allora solo l’Arpa, con il suo lavoro di monitoraggio, ha dato certezza ai cittadini sulla salubrità dell’aria e dei prodotti del territorio, mentre le istituzioni rimanevano incapaci di trovare la causa di quel rogo.
I primi segnali:
Pochi mesi prima, il comitato di quartiere aveva segnalato al Sindaco in carica, Fabio Fucci, che stavano venendo accumulati in quello stabilimento una quantità di rifiuti eccessiva, al punto che nemmeno per i camion sarebbe stato più possibile entrare. Fucci mise in risalto la questione alla polizia locale, la quale organizzò un appuntamento a gennaio 2017 che saltò per un emergenza, senza però essere mai riprogrammato.
La giustizia ha voluto vederci chiaro:
A seguito di questa vicenda si è aperto un filone di inchiesta per omissione di atti d’ufficio, nel 2022, contro l’ex Sindaco e un dipendente della polizia locale. Il procedimento si è concluso con un’archiviazione che conferma le omissioni e la “grave negligenza” ma non vi riconosce il dolo, ossia l’intenzionalità di omettere quei documenti e quegli accertamenti, parlando di “condotta omissiva colposa”.
I soldi mancano, la messa in sicurezza pure:
Il comune di Pomezia ha dovuto anticipare circa 180 mila Euro che sono serviti per costruire dei teli che mettessero in sicurezza la struttura, nonostante non fosse un vero intervento di bonifica e senza che finora gli sia stato restituito il denaro. Persino l’assicurazione di 700 mila Euro si è dimostrata carta straccia, dato che la società che l’aveva emessa è fallita nel 2022 portando via con sé questi fondi che potevano essere utili ad iniziare un vero lavoro di bonifica.
La condanna:
L’unico condannato per l’incendio, a 3 anni di distanza dal fatto, è Giuseppe Buongiovanni, il quale risultava amministratore della Ecoservizi per l’ambiente, società che aveva affittato la struttura della Eco X dalla società Eco X s.r.l. stessa. Ciononostante, la versione riportata dal manager di Eco X s.r.l è che in realtà Buongiovanni non fosse altro che un prestanome per loro conto.
Ed ora?
Per ora la regione non prevede alcuna bonifica, anche perché l’Eco X non è stato classificato come potenzialmente contaminato, rimanendo però incerta la tipologia di rifiuti presenti. Ciò detto, rimane l’amarezza nel vedere, nella campagna della nostra città, un così desolante accumulo di rifiuti e macerie, insieme all’altrettanta desolante assenza di risposte e di vere responsabilità.