L’8 e il 9 giugno si sono svolte le elezioni per il Parlamento europeo, fondamentali per i leader di partito poiché rappresentano le ultime elezioni, almeno teoricamente, fino alle elezioni politiche del 2027, quindi sono l’ultima occasione che gli ha permesso di “testare” il loro consenso.
Tante le novità a livello nazionale, ma in questo articolo ci concentreremo sull’analisi e il confronto tra i risultati delle elezioni comunali dello scorso anno (maggio 2023) e queste elezioni europee a Pomezia.
Il primo dato con il quale dobbiamo confrontarci, per comprendere al meglio la situazione, è l’affluenza: alle amministrative del 2023 alle quali hanno votato il 50,90% degli aventi diritto, mentre la percentuale scende al 43,05% per le europee. Tale differenza è importante per comprendere un dato specifico: i voti “assoluti” delle liste sono diminuiti, anche se le loro percentuali di voto sono maggiori.
Analisi del voto: Destra
I dati più significativi nel centrodestra sono due: la crescita di Fratelli d’Italia del 6,1% (con un risultato del 37,38%) e il crollo della LEGA al 7% dal quasi 12% (circa 1400 voti persi).
Questi due dati ci mostrano un quadro in cui si vede un chiaro indebolimento della LEGA, che presenta problemi importanti anche nella nomina degli assessori comunali – come spiegato nei precedenti articoli; d’altra parte, si osserva un’ulteriore affermazione dell’attuale egemonia della Sindaca Veronica Felici, di stampo FdI, che si rafforza ulteriormente contro la “minoranza” belligerante della LEGA.
Tuttavia, in termini di voti assoluti, FdI ha semplicemente mantenuto il suo consenso: è passata dai 7557 voti delle comunali ai 7612 delle europee.

Forza Italia, invece, rimane stabile, con una leggera crescita dell’1%.
Analisi del voto: M5S, Sinistra e Centro-Sinistra
Nella sinistra e nel M5S si osserva una crescita generale in termini di percentuali: il M5S passa dal 15,15% delle amministrative al 16,30%; il PD dal 14,96% al 17,56% e AVS dal 2,26% al 6,45%. Nonostante ciò, a causa della bassa affluenza, le percentuali di voto non corrispondono sempre a una crescita dei voti in termini assoluti (o meglio, non per tutti): il PD passa da 3614 voti alle comunali a 3576 alle elezioni europee; il M5S da 3662 voti a 3319 e AVS da 545 voti fa un vero e proprio boom e passa a 1314.
Questo confronto mostra come, sostanzialmente, non ci sia stato un grande cambiamento nel centro-sinistra, tranne che per “Alleanza Verdi-Sinistra”. La coalizione di Bonelli e Fratoianni registra una crescita quasi del 145%, ponendo il segretario locale di Sinistra Italiana (uno dei due partiti dell’alleanza), Antonio Di Lisa, di fronte a una grande sfida: cercare di sfruttare questo voto d’opinione a livello locale.

La “componente liberale” di Azione (Pomezia sul Serio alle scorse amministrative) vede invece una leggera erosione del consenso, passando dai 592 voti delle amministrative (2,45%) ai 495 delle europee (2,43%).
Conclusione e osservazioni
Tirando le somme, possiamo notare importanti variazioni dell’equilibrio sia nella destra (FdI e LEGA) che nella sinistra (AVS). La Sindaca Felici, vedendo l’instabilità politica causata dalla LEGA, ancora dominante in Consiglio comunale, potrebbe decidere di dimettersi di fronte a questo consenso così importante. Ciò per tentare di vincere le elezioni in una coalizione senza la LEGA, in maniera tale da “eliminare” i problemi che, a suo parere, le stanno creando difficoltà di governo. La LEGA, avendo perso oltre 1400 voti in termini assoluti, deve tentare di recuperare prestigio se non vuole rischiare di finire “fuori dai giochi”.

Dall’altra parte, Alleanza Verdi-Sinistra ha l’occasione di diventare una nuova forza importante nello scacchiere politico di Pomezia, ma ha di fronte a sé la grande sfida di trasformare il voto d’opinione delle europee (generato anche dalla questione israelo-palestinese e dal caso Salis, che non sono questioni perpetue) in qualcosa di rilevante a livello locale.