In questo paese è evidente che ci sia un problema sull’applicazione del funerale civile. Ciò provoca un danno per entrambe le parti: da una parte, se si tratta di una persona non credente, non viene rispettata la volontà e l’operato del morto, dall’altra la chiesa spesso si ritrova a celebrare funerali di persone che non hanno mai avuto una fede cattolica. Dovrebbe essere interesse di entrambi arrivare alla possibilità di una separazione dei due percorsi, per fare in modo che sia la dignità dei non credenti che quella dei religiosi non venga offesa.
LA PROPOSTA
Il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle di Pomezia hanno presentato una mozione congiunta in Consiglio comunale per l’individuazione di uno spazio pubblico dove celebrare i funerali laici e civili, in maniera tale che possa essere rispettata la volontà del cittadino anche dopo la sua morte, che deve essere garantita in uno Stato laico.
Tuttavia, la mozione non chiede solamente questo: si chiede che questi spazi rispettino la dignità e la solennità per tali cerimonie, l’avvio di una campagna informativa per sensibilizzare la cittadinanza sul tema e la revisione dell’attuale regolamento cimiteriale comunale per riconoscere in maniera esplicita questo diritto.

LE BATTAGLIE DELL’UAAR
Oggi, in Italia, le battaglie che si oppongono alle affermazioni della chiesa sono portate avanti maggiormente dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Nonostante il funerale civile abbia ricevuto un riconoscimento formale con il DPR 285/90 con il diritto di “rendere al defunto le estreme onoranze”, e di conseguenza l’obbligo a carico del Comune di consentire lo svolgimento di funerali in spazi laici, ancora non ha trovato nessuna applicazione sostanziale, dato che molti Comuni, tra cui quello di Pomezia, non hanno istituito la sala per le onoranze.

CONCLUSIONI
Permettere alle persone di vivere e morire seguendo le proprie convinzioni, senza l’imposizione di riti che non riflettono il loro operato esistenziale, è un segno di maturità civile che mostra perfettamente la differenza tra uno Stato etico e uno Stato liberale. L’ottica religiosa non può e non deve essere totalitaria: quando la società si ostina a concepire la morte solo attraverso un’ottica religiosa, dimentica o ignora la presenza di chi non riconosce quella visione, ignora la volontà delle persone esercitando una vera e propria violenza.