Il consiglio comunale contro la violenza sulle donne

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Il 18 dicembre scorso si è tenuto, per richiesta delle opposizioni con l’istantanea accettazione da parte della maggioranza, un consiglio aperto alle associazioni sul tema della violenza di genere. 

Gli interventi delle associazioni, fra le quali Ohana, Sportello Donne, Associazione Chiara e Francesco e Tema Hesperia, la quale ha portato la sedia rossa in memoria delle vittime, sono stati fondamentali per capire cosa si sta già facendo e di cosa c’è bisogno. 

In particolare gli interventi dell’associazione Chiara e Francesco e dello Sportello Donne sono stati indicativi di due approcci generali nella lotta contro la violenza di genere.

Manca un approccio diretto al fenomeno della violenza, che aiuti le donne e i figli a denunciare e ad avere una struttura di sostegno nonostante le leggi molto avanzate.

Questo obbliga tantissime donne nelle più disparate condizioni a tacere di fronte alla violenza perché non hanno alternative pratiche al ritornare proprio da quegli stessi uomini violenti che hanno denunciato senza alcuna tutela.

Da qui nasce la necessità di una casa rosa che possa dare quell’alternativa e quel supporto, nel senso più concreto, a chi subisce violenza domestica.

C’è poi l’approccio culturale e sociale portato avanti dallo Sportello Donne, che, entrando nelle scuole, ha modo di iniziare il lavoro di sensibilizzazione sia nella sfera affettiva e sessuale che nel riconoscimento della violenza di genere nei gesti quotidiani a cui solitamente non si darebbe peso che è necessario fare.

Il lavoro svolto da questa comunità di donne per le donne, trova il suo continuo con uno sportello di ascolto che aiuta molte di queste a denunciare.

A seguito della presentazione della mozione, frutto di un compromesso che ha permesso di votarla all’unanimità da tutto il Consiglio, ci sono stati degli scontri tra maggioranza e opposizione perché, secondo quest’ultima, la maggioranza non si sia osata abbastanza da inserire termini come “patriarcato” o “educazione all’affettività”, ma che comunque rimanga un buon primo passo per iniziare a parlarne.

La mozione include la presa di responsabilità da parte del Comune di andare alla Regione Lazio a cercare i fondi necessari per attivare dei percorsi di informazione nelle scuole, con campagne informative anche in LIS, incentivando la creazione di case anti-violenza e di protocolli con le aziende per reintegrare nel tessuto economico le donne vittime di violenza.

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