Ciao Francesco: quali sono le considerazioni a seguito della vittoria del NO a Pomezia con una percentuale del 53,75%?
In primis, voglio ringraziare il “Comitato Giusto dire no”, specialmente il coordinamento di Roma e Lazio, ed in particolare l’Avv. Tiziana Fiorini nonchè il Comandante Piero Angellotto per l’impegno profuso nella battaglia referendaria. Il ringraziamento va esteso a tutti i cittadini e alle forze politiche di Pomezia che si sono battuti per il NO. Credo che la maggior parte dei Cittadini di Pomezia abbiano votato NO per aver compreso la necessità di scendere in campo per la difesa dei principi costituzionali di libertà e autonomia della Magistratura.
C’è chi all’opposizione parla già di un cambio di rotta, preparandosi al “campo largo”, quali pensi che debbano essere le discriminanti e i valori cardine di questo campo per essere realmente concludente?
A Pomezia la vittoria referendaria segna un nuovo inizio, una nuova primavera per le forze politiche impegnate sul fronte della legalità e della partecipazione civica al governo della Città. Auspico una nuova stagione politica che superi l’orizzonte della concorrenza personale dentro e tra i partiti progressisti, per la ricerca di un nuovo campo di lavoro che metta ai primi punti il principio della legalità, trasparenza e partecipazione dei Cittadini al bene comune, il bilancio partecipato, l’urbanistica all’insegna dei principi della Carta Costituzionale, tutela del paesaggio e delle aree demaniali, politiche amministrative incisive sulla tutela dell’ambiente.
Per concludere, guardando al futuro come immagini il Governo pometino di domani?
La futura classe dirigente della Città di Pomezia me la prefiguro simile al “Comitato di Liberazione”, impegnata nella trincea del bene comune e del progresso democratico del governo cittadino. Con coraggio, senza compromessi di piccolo cabotaggio, per la tutela del futuro dei giovani, delle famiglie e delle libertà economiche imprenditoriali.