Oggi abbiamo intervistato l’ex-sindaco di Pomezia Fabio Fucci. L’ex-pentastellato e poi leghista, dopo la decisione dei vertici di Fratelli d’Italia di candidare Veronica Felici come Sindaca di Pomezia, ha deciso di allontanarsi dalla militanza partitica attiva nel contesto locale. Nonostante questo, la sua vena “polemica” non è mai scomparsa: l’abbiamo visto quando durante la campagna elettorale iniziò a dare dei veri e propri voti ai candidati e ai loro programmi, e ancor di più nelle ultime settimane da quando è tornato a commentare quelle che definisce come “le disfatte continue” della sindaca Veronica Felici.
Vista la tua assenza dal contesto politico pometino per un grande lasso di tempo, cosa ne pensi dell’attuale governo della sindaca Veronica Felici?
“Il mio giudizio è fortemente negativo e ha trovato conferma in quest’anno e mezzo di governo.
È un progetto che ha puntato a mettere insieme una serie di personaggi che consentissero di arrivare a un risultato numerico, ma senza un progetto di città che potesse garantire dei risultati. Nell’azione di quest’amministrazione, nelle loro scelte sbagliate e nelle loro mancate azioni, ho trovato conferma di quello che pensavo da prima delle elezioni”.

Pensi che il centro-destra sia qualcosa di diverso rispetto a questa maggioranza?
“Io penso di sì. Ci sono tanti temi e tante idee cari al centro-destra su cui io mi trovo d’accordo. Se parliamo del tema della sicurezza, Pomezia è una città che avrebbe bisogno di maggiore sicurezza. Come anche se parliamo del tema dello sviluppo, Pomezia è una città che ha tantissime potenzialità. Quindi, per me il centro-destra poteva essere il contenitore dove sviluppare queste potenzialità senza i pregiudizi propri della sinistra e del Movimento che bloccano ogni velleità di sviluppo. Il contenitore dove questo sviluppo può partire sarebbe stato il contenitore del centro-destra, ma non lo è stato perché questa accozzaglia litigiosa non si è minimamente interessata a lavorare sulle questioni che interessano i cittadini”.
Prendendo atto delle continue crisi politiche, che scelta dovrebbe fare la sindaca Veronica Felici?
“Andare a casa. Anche su di lei io ho espresso delle forti perplessità, conoscendo il suo percorso politico locale da assessore ad Ardea, dove i risultati sono stati 0, e soprattutto ho sempre fortemente criticato il fatto che non conoscesse in maniera profonda la nostra città e le sue necessità. D’altronde neanche ci vive a Pomezia, come potrebbe prendersene cura.
Se a questo aggiungiamo che ha messo insieme una coalizione raffazzonata con personalità discutibili, che certamente non avrebbero assicurato risultati, oggi dovrebbe prendere consapevolezza di ciò e passare la mano.
Felici è stata imposta come candidata e non era stata scelta da nessuno degli esponenti del centro-destra locale. Avevamo infatti indicato Giuliano Peretti come candidato Sindaco. Questa forzatura ha rovinato un percorso fatto insieme ad altri colleghi dell’allora centro-destra di Pomezia, che era basato su tutt’altri presupposti, su un progetto di città di sviluppo, con le infrastrutture, con le partnership, con la valorizzazione dei punti di eccellenza che fortunatamente Pomezia ha. Invece, questo lavoro è stato vanificato perché le segreterie di partito di Roma hanno deciso di privilegiare la conoscenza personale dei soliti politici di turno, candidando alcuni personaggi decisamente inquietanti e imponendo un Sindaco privo di capacità e di leadership”.

In un ipotetico contesto di caduta dell’attuale amministrazione, pensi di voler rientrare all’interno del campo politico in maniera attiva? Se sì, in quale schieramento?
“La politica a me continua a interessare molto, come fa ormai da oltre un ventennio. Pur non avendo praticato questa da giovanissimo, quando ho preso consapevolezza di alcune questioni me ne sono interessato e ancora mi attira. Questo potrebbe portare di nuovo a un mio impegno politico? Forse sì. In un contenitore di partito? In questo momento no.
L’esperienza fatta nel M5S è stata un’esperienza importante che ha portato alla mia elezione a Sindaco, l’esperienza nella Lega è stata una parentesi che era nata su alcuni presupposti. Quando la Lega mi contattò voleva avviare un progetto di rafforzamento locale con personalità con già esperienza politica. Poi quel progetto è naufragato perché non c’è stato seguito e la Lega è tornata nelle mani di gente per nulla credibile.
Se oggi dovessi pensare a un mio nuovo impegno politico lo immaginerei sul modello delle liste civiche del 2018 che, oltre ad aver raccolto uno straordinario consenso elettorale senza precedenti nella nostra città, sono nate dal coinvolgimento di moltissime persone per bene disposte ad occuparsi di Pomezia.
In una nuova esperienza sarei disposto a confrontarmi anche con altri soggetti basandomi unicamente sulle idee, sulla visione di città, su cose concrete e realizzabili lasciando da parte le ideologie di partito”.
