La 167 va verso il libero mercato

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Questo agosto l’amministrazione comunale ha facilitato un iter che esisteva da ben 30 anni per riscattare il diritto di piena proprietà delle zone cosiddette PEEP (Piano Edilizio Economico Popolare). Fino agli anni ’90, il comune dava alcuni terreni comunali in convenzioni a dei costruttori che avrebbero edificato abitazioni dedicate alla fascia bassa della popolazione, la quale, acquistandole a prezzi più modici, non ne avrebbe ottenuto la proprietà ma solo il diritto di superficie, ossia la sola possibilità di usare l’abitazione senza poterla rivendere nel mercato libero. L’unico modo per poter vendere la casa è metterla in vendita non secondo valutazioni di mercato, ma in base alla medesima legge che ha permesso la costruzione e l’acquisto di quelle abitazioni a prezzi calmierati su proprietà comunale, quindi a circa la metà del valore di mercato di questi anni, oppure sobbarcarsi il costo della trasformazione del diritto di superficie in piena proprietà, potendo così venderla al prezzo che si vuole. Seppur tutto questo possa risultare una limitazione per lo scambio di un bene, che de iure rimane di proprietà del comune fino alla trasformazione, era un meccanismo implicito della legge che permetteva di avere in vendita abitazioni che potevano aiutare un’importante fascia di popolazione, la quale, altresì, avrebbe avuto soluzioni molto più precarie. L’amministrazione comunale viene incontro agli attuali proprietari, offrendo uno sconto del 50% sulle spese di trasformazione del diritto fino al settembre 2025, facilitando così l’entrata nel mercato libero di questi beni immobili destinati alle fasce più deboli. Nonostante i provvedimenti di questo calibro non siano assolutamente una novità, spesso diventando un modo veloce per il comune di far cassa, rimane comunque l’assenza di un piano per dare nuove abitazioni più economicamente accessibili.

Già solo guardando ai 30 milioni di euro di fondi del PNRR, che Pomezia negli scorsi anni ha allocato, sono assenti gli interventi necessari per implementare una nuova edilizia popolare, peraltro in una città in forte espansione per via dell’immigrazione dal resto d’Italia, lasciando spesso coloro che stanno diventando a tutti gli effetti nostri concittadini a vivere in condizioni fatiscenti, pur avendo un lavoro abbastanza stabile. È importante ricordarsi di ogni cittadino, da quelli che si sono trovati in una situazione di difficoltà e hanno potuto usufruire di una casa che grazie a questo provvedimento sta diventando pienamente di loro proprietà, a quelli che invece questo percorso di crescita e integrazione nella società lo stanno iniziando adesso. Un’amministrazione capace di riconoscere le necessità di tutte le fasce della comunità è l’unica che ci meritiamo e che ci dobbiamo aspettare.

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