La Sindaca revoca l’acquisto del “rudere”

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Dopo giorni di “dolce silenzio”, come direbbe il musicologo Jankélévitch, la Sindaca Felici ha finalmente dettato il verbo: il cosiddetto “rudere” non verrà acquistato da parte del Comune di Pomezia.

Nonostante la forte volontà dell’attuale amministrazione di portare l’acquisto a suo compimento, non c’è stato niente da fare, le garanzie che le aziende proprietarie dell’immobile (Castelli S.R.L. e WorkPlace S.R.L) avrebbero dovuto garantire non si sono palesate, a partire dalla fideiussione.

Il contratto di fideiussione non è altro che un contratto con il quale un terzo aggiunge la propria responsabilità di fianco a quella del debitore, garantendo l’adempimento dell’obbligazione.

Questa fideiussione, secondo le nostre fonti, doveva corrispondere circa a 2 milioni di euro, cifra che nessun fideiussore – affidabile – è riuscito a garantire.

Da qui è arrivata la conferma da parte del dirigente ai lavori pubblici, l’ingegner Renato Curci, ad annullare la pratica e a pubblicare un nuovo avviso per il reperimento di una struttura – la soluzione dei moduli abitativi non è stata presa in considerazione – in grado di accogliere gli oltre 800 studenti della Marone.

(da sinistra) La Sindaca Felici e il dirigente Renato Curci

La storia se osservata superficialmente potrebbe sembrare conclusa, ma purtroppo questa non può che essere una gradevole illusione; ad oggi c’è una nuova sfida ancora più difficile da affrontare e risolvere: il rischio di perdere i fondi del PNRR.

La durata dei lavori per l’adeguamento sismico della scuola Marone – finanziato con 4,3 milioni di euro del PNRR -, secondo quanto scritto nel bando, non avrebbe dovuto superare i 360 giorni a partire dalla data del verbale di consegna dei lavori, il 29 novembre 2023.

Questo significa che i lavori dovrebbero essere completati entro il 23 novembre 2024; avremmo a malapena 7 mesi per trovare un nuovo edificio, trasferire i ragazzi ed iniziare i lavori; un’impresa estremamente ardua.

In caso l’ente non riuscisse a completare i lavori entro la scadenza, c’è il rischio di perdere oltre 4 milioni di euro, il rischio di non mettere a norma una delle principali scuole del territorio pometino.

L’articolo non può che concludersi con delle domande: come ha intenzione di muoversi la maggioranza per non perdere questi fondi? Le opposizioni come reagiranno? La Lega, vista la “fine” della questione “rudere”, rientrerà in maggioranza?

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