LA SINDACA SPOSTA LA FESTA DELLA LIBERAZIONE

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Giovedì scorso la sezione locale dell’Anpi “Teresa Mattei e le altre” ha pubblicato un comunicato stampa per chiedere chiarimenti all’attuale amministrazione in merito alla richiesta di occupazione per il 25 aprile (Festa della Liberazione dell’Italia).

Stando al comunicato, gli uffici preposti non rispondono alle loro richieste da oltre 6 mesi e anche le richieste di incontro con la Sindaca sono state più volte reiterate.

All’interno della delibera di giunta comunale del 7 dicembre, troviamo il calendario delle sagre, feste e manifestazioni del 2024, dove era segnalata la presenza della Festa della Liberazione (protocollata il 31/10/23) in Piazza Indipendenza e della “Carciofata” (protocollata il 2/11/23) tra Piazza Bellini e Piazza Indipendenza per il 25 aprile 2024.

Quindi una risposta da parte del Comune, in teoria, c’era già stata.

Però, improvvisamente, a fine marzo, la Sindaca con una delibera di giunta ha deciso di spostare in Piazza S. Benedetto da Norcia la Festa della Liberazione, lasciando la piazza principale della città – Piazza Indipendenza – ai festeggiamenti dell’86esimo Anniversario della Fondazione della Città di Pomezia.

Non ci sarebbe alcun problema, se non il fatto che in tutte e tre le edizioni della Festa della Liberazione c’è stata una perfetta convivenza tra le due feste, passato e presente.

Forse sarebbe utile fare una riflessione, sulla funzione della memoria storica e sull’importanza – soprattutto da un punto di vista di significati – delle nostre azioni.

Piazza Indipendenza nasce come Piazza dell’Impero, una piazza fondata sulla violenza fascista, sul sangue – come direbbe Bismarck.

Piazza dell’Impero nel 1942

Oggi, la storia pometina non è più radicata nel fascismo – lo capiamo anche dal “nuovo” nome della Piazza: Indipendenza, indipendenza dalla storia totalitaria, fedele alla Repubblica Italiana.

La migliore delle soluzioni, forse, potrebbe essere proprio quella di una dolce convivenza all’interno della stessa piazza tra le due Feste, partecipando come cittadini antifascisti e amanti della propria città; questo potrebbe essere un segno di maturità importante, un segno di emancipazione da quella violenza sulla quale si fonda la nostra esistenza – in quanto cittadini pometini.

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