MARONE: L’ARCHITETTO MIRIMICH E IL CAOS DEI LAVORI IN RITARDO

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Dopo numerose discussioni in Consiglio Comunale, finalmente sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’edificio in via dei Castelli Romani 24, destinato ad accogliere 750 studenti della scuola Marone a causa dei lavori di adeguamento sismico nel loro edificio principale[a].
Questo nuovo stabile avrebbe dovuto essere completato entro il 22 dicembre, al massimo agli inizi di gennaio, garantendo così una transizione senza intoppi per gli studenti.
La teoria però, ancora una volta, si scontra con la realtà concreta.

Edificio situato in via dei Castelli Romani 24

Veniamo a sapere quanto accade non dalla Sindaca, bensì attraverso il cartello del cantiere che indica la data di completamento dei lavori fissata al 22 aprile 2024, quattro mesi oltre la scadenza prevista.
La Sindaca, in Consiglio, aveva promesso che l’edificio sarebbe stato consegnato “chiavi in mano” entro la fine dell’anno, ma purtroppo ciò non si verificherà.

Il cartello di cantiere, oltre alla data di completamento, rivela ulteriori dettagli interessanti. Apprendiamo che il direttore dei lavori, assunto da Castelli SRL (la società proprietaria dell’immobile), è un ex politico di Pomezia: Fabio Mirimich.
L’architetto Fabio Mirimich, precedentemente assessore e consigliere comunale con il PD, è stato al centro della politica pometina per lungo tempo, anche a causa delle sue vicende giudiziarie.

Fabio Mirimich, ex assessore e consigliere comunale del PD

Nel dicembre 2012, una bufera giudiziaria scosse l’intera Pomezia.
La questione gravitava attorno a un terreno situato tra via Varrone e via Augusto Imperatore, di proprietà di un imprenditore romano.
Il Comune aveva pianificato di destinare questo terreno a spazio verde pubblico.
Tuttavia, l’imprenditore presentò un progetto edilizio per la costruzione di una palazzina residenziale.
Sorprendentemente, il progetto fu approvato nonostante prevedesse una volumetria superiore a quanto consentito dalla normativa urbanistica.
Durante le indagini, la Guardia di Finanza avrebbe identificato stretti legami tra l’imprenditore, un geometra comunale e il consigliere Mirimich: “In particolare durante una perquisizione presso l’abitazione di uno degli indagati, sono state rinvenute due lettere, con cui l’imprenditore formalmente conferiva l’incarico di consulenza all’architetto, fissando un corrispettivo che, in realtà,  sarebbe stato destinato a ricompensare l’opera di “mediazione” del  professionista nella sua qualità di consigliere comunale””

Attualmente, l’unico interlocutore che si è presentato è un affascinante cartello. Chissà, forse dovremmo promuoverlo a capo delle comunicazioni!

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