Mozione di sfiducia: la Sindaca si salva ma le fratture emergono

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Il giorno 3 ottobre, grazie alle firme di parte dell’opposizione (Pd, M5S e i consiglieri Conte e Arzente), è stato convocato un consiglio straordinario con oggetto la mozione di sfiducia verso l’attuale sindaca di Pomezia Veronica Felici.

L’APERTURA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LAMANNA

“In questo anno e mezzo da Presidente sono stato richiamato ai miei doveri per la convocazione di maggiori consigli comunali per le discussioni, io penso in tutta onestà di aver svolto il mio ruolo, equilibrando per richieste della maggioranza e della minoranza. Avete scritto al prefetto accusandoci di mancanza di democrazia, e ho mostrato l’infondatezza dei reclami. […] Oggi si parla di una mozione importante, la sfiducia al Sindaco Veronica Felici e alla sua maggioranza, eppure pochi giorni fa si è svolto un atto che non ha niente di politicamente corretto, la raccolta di firme presso un notaio. La sfiducia deve essere discussa nell’aula consiliare. […] In questo momento decisivo della città non avete scelto quest’aula, non avete scelto la democrazia ma uno studio notarile, smentendo quello che volevate far credere al prefetto”.

Il Presidente Lamanna con questo discorso ha voluto tentare di rispondere ai richiami che le opposizioni hanno inviato al prefetto per le convocazioni dei consigli comunali. Ma, nonostante questo, la risposta delle opposizioni rispetto a questo intervento così critico sono state forti, a partire dalla capogruppo del M5S Stefania Padula che immediatamente dopo l’intervento del Presidente ha deciso di prendere parola dicendo che “ancora una volta la devo riprendere, lei fa il presidente e non il consigliere, quello che lei dice non è esatto, lei si è preso una libertà che non le compete, lei è il presidente di tutti e non della maggioranza”. Ma anche la consigliera Navisse del M5S ha voluto evidenziare come andare dal notaio è previsto dal TUEL, non è un atto oscuro”.

Il Presidente del Consiglio Francesco Lamanna

LA POSIZIONE DEI DUE “FUORIUSCITI” DALLA MAGGIORANZA

Questo è stato il primo momento politico all’interno dell’aula consiliare dove i due “fuoriusciti” dalla maggioranza, la consigliera Arzente e il consigliere Conte, hanno argomentato la loro presa di posizione.

Arzente ha voluto evidenziare come la motivazione principale che li ha portati a fare questa scelta è proprio il mancato ascolto delle loro istanze, di conseguenze di tutte le persone che li hanno votati. Infatti – secondo la consigliera – quest’uscita non è scatenata da un loro cambiamento di idee, ma da un discostamento programmatico da parte dell’amministrazione. Nonostante questo, è stato ribadito che entrambi i consiglieri si trovano all’opposizione, ma restano svincolati da qualsiasi partito. Come ha detto la consigliera, questa “non è più una questione di destra o sinistra, la questione è la città, è Pomezia”.

Il consigliere Michele Conte e la consigliera Elisa Arzente

Il consigliere Conte invece ha fatto un resoconto di tutte le scelte che poi li hanno portati alla loro uscita dalla maggioranza, tutto è partito dalla scelta della maggioranza di rimuovere i vincoli naturali, è proprio lì che si è vista la prima votazione in dissenso rispetto alla maggioranza. Da lì, poco dopo, la maggioranza si è dovuta confrontare con il problema del “rudere”, ed è proprio all’interno di questo contesto che – secondo il consigliere – la maggioranza non ha permesso di fare delle riflessioni a lungo termine, ha regnato sovrana la fretta. Per ottenere delle garanzie dal tecnico, soprattutto relativo alle prove di carico del solaio, i due consiglieri hanno dovuto minacciare il loro voto in dissenso, che vista la posizione contraria dei consiglieri Romano e Schiumarini, avrebbe portato alla non approvazione dell’acquisto dell’edificio. Ma, oltre a queste prove di carico, il tecnico promise – secondo quanto testimoniato dai consiglieri – anche un miglioramento sismico dell’edificio, oltre al fatto delle penalità se non si fosse portata a termine l’opera nei tempi previsti. Ma le gocce che hanno “fatto traboccare il vaso” sono due: la rotonda in via della Selva Piana, “una rotonda che non è funzionale al suo scopo, 400.000 euro degli oneri di urbanizzazione per fare questa rotatoria che non serve a nessuno”, e l’esternalizzazione dei tributi nel mese di agosto.

LE MOTIVAZIONI DELLA SFIDUCIA

Le motivazioni che hanno portato PD e M5S a unirsi con una mozione di sfiducia contro questa maggioranza sono chiarite in maniera esaustiva dal discorso di presentazione della mozione da parte della consigliera Napolitano: “Il suo programma non è stato minimamente applicato, la sua giunta ha applicato gravi danni alla pianificazione territoriale, alla stabilità dell’ente e ai servizi dati ai cittadini […] lei ha cambiato un vicesindaco ogni 90 giorni, crisi di maggioranza ogni due per tre, con un’unità che non è mai presente […]. Quest’opposizione composta da PD e M5S ha fatto battaglie fuori e dentro il Consiglio comunale per contrastare azioni nefaste di quest’amministrazione: dal mutuo di 6 milioni per il rudere all’incapacità di gestire il problema dei rifiuti.

Il gruppo consiliare del PD con quello del M5S

LA RISPOSTA DI SCHIUMARINI: “Immobilizzati dalle scelte scellerate della scorsa amministrazione”

Sappiamo perfettamente che l’avvocato della maggioranza ha un nome e un cognome: Omero Schiumarini. Con le sue capacità dialettiche, come di consuetudine, ha difeso a spada tratta la corrente amministrazione, dichiarando che “dimenticate che la stragrande maggioranza degli argomenti portati in discussione oggi sono la causa di questo fantastico esercizio amministrativo posto in essere negli ultimi dieci anni […] sentirmi dire che siamo “immobilizzati” è la conseguenza di uno scellerato modo di gestire la città”.

Infine, il Consigliere ex-leghista ha anticipato uno dei temi cruciali delle discussioni interne al consiglio comunale dei prossimi mesi: 5 milioni di un debito che è stato costruito nel tempo per precise responsabilità, le garantisco che sarà oggetto di un debito fuori bilancio che dovrà essere ratificato dal Consiglio”. Il Consigliere ha voluto anticipare l’annuncio di questo Consiglio di fuoco che avrà l’obiettivo di inchiodare la precedente amministrazione – secondo quando detto dal consigliere – alle sue responsabilità.

Il capogruppo del gruppo misto Omero Schiumarini

LA PRESA DI CASTRO: “Il luogo della politica non è un ufficio notarile”

Ormai da tempo si aspettava l’intervento del consigliere Giacomo Castro all’interno del Consiglio comunale sulla mozione di sfiducia. Il Consigliere ha aperto il suo intervento con una delle sue “classiche” critiche riguardanti la crisi politica dei primi di settembre:Il luogo della politica non è un ufficio notarile, la politica non va nell’arco di una notte senza il minimo confronto a tendere l’agguato al Sindaco che è in vacanza, questa è la politica del passato che tutti condanniamo, e questi sono i politici che tutti disprezziamo”. Dopo quest’arringa di apertura, in un Consiglio sulla mozione di sfiducia, il consigliere Castro si è concentrato per lo più su una critica al resto delle opposizioni, prima relativamente al PD, poi al M5S: “Come dimenticare l’agguato contro l’ex-sindaco Marino, che scandalizzò me e buona parte dell’opinione pubblica di sinistra […] quel partito che si dichiara democratico e dichiara con modalità contro la democrazia […] e che dire del M5S, che parla dei suoi anni di governo: Valore Civico nasce dai fallimenti di quest’amministrazione, anni in cui era difficile anche ottenere una risposta dagli uffici, anni in cui era impossibile fare un dialogo con il Sindaco”.

Nonostante questo, il consigliere Castro ha ribadito che “è necessario ricordare che Valore Civico in quanto lista civica è una forza libera, con l’obiettivo di rinnovare la classe politica pometina. Come tale rivendica il suo ruolo di forza d’opposizione, senza essere schiava delle segreterie di partito a cui consegnare lo scalpo di quest’amministrazione”.

Sentendo questa dichiarazione molti consiglieri comunali – e vari cittadini presenti in aula – si sono fatti delle domande: perché il consigliere Castro non ha dichiarato in maniera netta la propria posizione rispetto alla mozione di sfiducia durante la dichiarazione di voto? Perché Castro non ha firmato l’atto di dimissioni per sfiduciare la Sindaca se si trova realmente all’opposizione?

Il consigliere di Valore Civico Giacomo Castro

L’ULTIMO AVVISO DEL CONSIGLIERE POLIDORI: “Quello che è avvenuto in questi giorni sia l’ultima volta”

Erano ben noti i dubbi del vicepresidente del Consiglio e consigliere Marco Polidori rispetto a questa maggioranza. Ma oggi, per la prima volta, il Consigliere ha dichiarato che “una richiesta che faccio a tutta la maggioranza: quello che è avvenuto in questi giorni, sia l’ultima volta di una lunga serie, dobbiamo dare un segnale diverso da quello che c’è stato fino ad adesso. C’è stata una paralisi da parte di questa maggioranza che per me è inaccettabile, quindi avete la mia fiducia ma mi auguro di cambiare sicuramente rotta”.

Intervento che sicuramente crea un distacco rispetto a questa maggioranza, che potrebbe essere considerato come un “ultimo avviso” che il Consigliere sta dando a tutto il Consiglio comunale. Ma se la situazione finirà per ripetersi, cosa farà il consigliere Polidori?

Il consigliere del gruppo misto Marco Polidori

LA CHIUSURA DELLA SINDACA FELICI: “Poltrone e spartizione di potere è l’obiettivo della vostra azione politica”

La Sindaca ha voluto aspettare la fine della discussione per procedere con il suo intervento, che è partito con un’accusa alle opposizioni: Accuse incredibili per un’amministrazione appena insediata avute dai consiglieri che hanno gestito quest’amministrazione negli ultimi 17 anni. Sono diventato Primo Cittadino avendo la consapevolezza che sarebbe stata un’amministrazione difficile”.

Da questa stoccata, ha parlato del problema dell’edilizia scolastica e dello spostamento delle scuole: “Più volte ho fatto presente anche in questa sede come la precedente amministrazione avesse preferito dare priorità ad altri lavori, piste ciclabili e campi di calcio […]. Noi abbiamo dato priorità alle scuole e abbiamo iniziato a trovare la soluzioni performanti per ogni esigenza, tanto è chi critica la situazione nelle scuole di Pomezia dice che vorrebbe scuole attrezzate, senza disagi per il trasporto; io però le scuole le ho ereditate così meno di 16 mesi fa”. Le opposizioni, però, hanno ribadito come alcune scelte siano state fatte dalla Sindaca negli ultimi 16 mesi, come quella del cosiddetto “Rudere”.

Poltrone e spartizione di potere è l’obiettivo della vostra azione politica. Oggi stiamo qui perché c’è chi ha retto botta […] c’è stato qualche problema, non siamo qui a negarlo. Ma sono contenta di come la crisi politica ci ha coinvolto, c’è stato un rafforzamento delle linee guida e siamo riusciti a completare una squadra. Siamo uniti nello sviluppo di questa città”. Una chiusura molto critica verso le opposizioni, che spedisce al mittente quelle accuse di “spartizione di potere” che sono state fatte da parte delle opposizioni durante le trattazioni interne alla maggioranza.

La Sindaca Veronica Felici e la sua nuova giunta al completo

Ma non tarda ad arrivare la risposta della capogruppo del PD Napolitano che sgretola alcune argomentazioni della Sindaca con una semplice dichiarazione: “Le firme depositate, sono normate dal TUEL, e i due che hanno ritirato la firma oggi siedono in maggioranza”.

E non è mancata la replica al consigliere Giacomo Castro: “In politica non si sta mai in mezzo, la parte dove ha deciso di stare è quello della maggioranza con cui evidentemente si condivide una visione politica”.

RISULTATI E CONCLUSIONI

Alla fine, dopo oltre 4 ore di Consiglio, si è chiuso il dibattito sulla mozione di sfiducia con 11 voti favorevoli e 14 contrari.

Questo Consiglio ci dà sicuramente uno spaccato di quest’amministrazione, ma la vera domanda è: quanto durerà questa stabilità?

Di certo il “passaggio in Consiglio comunale della sfiducia” del Consigliere di Valore Civico ha probabilmente salvato l’amministrazione della sindaca Veronica Felici dal crollo.

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