In una commissione finanze collaborativa si è tenuta la discussione della nuova proposta di regolamento TARI, che ha portato a discutere su diversi punti della riforma della tassazione sui rifiuti, escludendo, visto che non è di competenza, la tematica delle tariffe.
Beata digitalizzazione
Tra le novità introdotte c’è la possibilità della ricezione dell’avviso di pagamento in via digitale. Sarà possibile richiederlo compilando un modulo di richiesta, con questo mezzo che faciliterà sia l’adempimento del cittadino, il quale potrà ricevere l’avviso immediatamente e limiterà i conflitti fra comune e cittadini su avvisi non arrivati.
I punti di attrito
La consigliera 5 Stelle Padula ha evidenziato due tematiche principali in questa riforma: con questo regolamento si dà per la prima volta la possibilità alle aziende di uscire dal servizio pubblico della gestione rifiuti, evitando così di pagare la TARI, se stipulano un contratto con un’altra azienda di smaltimento e facendone richiesta al comune entro il 31 giugno. Padula ha lamentato come mancasse una stima delle mancate entrate per il comune a seguito di questa modifica. il presidente di commissione Schiumarini e l’assessore Abbondanza hanno messo in luce come a fronte di una minore entrata economica comunque ci sarà una minor costo del servizio di smaltimento, quindi non è scontato che questa possibilità di opt-out sia negativa per i bilanci comunali.
Cambia l’avviso bonario
Altra importante modifica riguarda l’avviso bonario. Se non si riesce a pagare la prima rata, il Comune invia un avviso bonario che rateizza la tassa senza interessi, pagando entro la scadenza della seconda rata. Il problema posto da Padula è che, con questa nuova formulazione, la rata minima scelta dal comune è di 100 euro, cifra molto alta e, secondo la consigliera, per abitazioni intorno ai 50 mq equivale a tutta la TARI da pagare, rendendo quindi la “rateizzazione” praticamente un pagamento unico anticipato.