Parco di Enea avanza: può Pomezia sostenere questo sviluppo?

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Parco di Enea avanza: può Pomezia sostenere questo sviluppo? Pomezia Nord continua la sua trasformazione tramite uno dei più importanti interventi urbanistici degli ultimi anni. Si tratta del Parco di Enea, il nuovo quartiere in costruzione nell’area dell’ex stabilimento industriale FEAL Sud, lungo via del Mare.

Il Comune di Pomezia ha autorizzato un ulteriore passaggio fondamentale per il completamento dell’intervento: il rilascio del nulla osta ambientale per alcune opere necessarie alla messa in sicurezza permanente dell’area. L’operazione convertirà una vasta area produttiva dismessa in un nuovo comparto prevalentemente residenziale e commerciale.

Dall’industria alla città residenziale

Per decenni la FEAL Sud ha rappresentato uno dei simboli della Pomezia industriale. L’azienda era specializzata nella lavorazione dell’alluminio, in un periodo storico in cui il territorio comunale cresceva come importante polo produttivo del Lazio (anche grazie alla Cassa del Mezzogiorno). Oggi quella stagione economica appartiene al passato.

Sui circa quattro ettari dell’ex sito industriale sorgerà un nuovo quartiere che, una volta completato, svilupperà oltre 130 mila metri cubi di edificazioni, prevalentemente residenziali, con una previsione di popolazione che potrebbe avvicinarsi al migliaio di nuovi residenti. Accanto agli appartamenti sono previsti spazi commerciali, servizi privati, aree verdi, parcheggi, strutture sportive e zone dedicate al tempo libero.

L’ultimo via libera del Comune

Con la Determinazione Dirigenziale n. 695 del 28 maggio, il Comune di Pomezia ha concesso alla società Medusa 2019 S.r.l. il nulla osta ambientale per l’esecuzione delle opere civili relative alla “Fase 5” del progetto. Si tratta di interventi preliminari ma essenziali per la definitiva riqualificazione dell’area:

  • realizzazione di una paratia di contenimento mediante pali di protezione;
  • demolizione delle strutture residue del magazzino interrato della ex FEAL Sud;
  • esecuzione degli scavi;
  • trasporto e smaltimento dei materiali presso impianti autorizzati;
  • impermeabilizzazione delle pareti verticali;
  • impermeabilizzazione del fondo di scavo destinato a ospitare le future fondazioni degli edifici.

Le opere rientrano nel programma di Messa in Sicurezza Permanente (MISP) dell’area industriale dismessa, passaggio indispensabile per consentire il completamento dell’intervento edilizio.

Come sarà il nuovo quartiere

Secondo il progetto presentato dai promotori, il Parco di Enea si propone come un complesso residenziale integrato, costruito attorno al concetto di qualità della vita e presenza di servizi concentrati nello stesso comparto urbano.

Tra le dotazioni previste figurano:

  • un grande parco attrezzato;
  • area giochi per bambini;
  • area dedicata ai cani;
  • spazi per attività sportive all’aperto;
  • campi da padel;
  • club house;
  • area commerciale;
  • parcheggi privati e pubblici;
  • posti auto predisposti per la ricarica di veicoli elettrici;
  • box auto e multiparking collegati direttamente agli edifici residenziali.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare un quartiere autosufficiente.

La questione cruciale: traffico, mobilità e sostenibilità urbana

Se l’intervento può rappresentare un’importante operazione di recupero di un’area industriale abbandonata, la vera sfida riguarda la sua integrazione nel sistema urbano esistente. L’area interessata si affaccia infatti direttamente su via del Mare, uno degli snodi stradali più importanti e congestionati di Pomezia.

Ogni giorno l’arteria sostiene il traffico proveniente dal centro cittadino, dai quartieri residenziali, dalle aree commerciali e dalla direttrice verso Roma e il litorale. Nelle ore di punta si registrano frequentemente rallentamenti e code, in particolare nei pressi degli accessi ai centri commerciali e delle principali intersezioni.

L’arrivo di centinaia di nuovi nuclei famigliari, insieme alle attività commerciali e sportive previste, comporterà inevitabilmente un aumento significativo dei flussi di traffico.

Per mitigare questo impatto è stata realizzata negli ultimi anni una nuova rotatoria lungo via del Mare, ma questo unico intervento potrebbe non essere sufficiente ad affrontare le esigenze future di una città in continua espansione.

Il nodo del Piano Urbanistico fermo da anni

La vicenda del Parco di Enea riporta inevitabilmente al centro una questione più ampia: quella della pianificazione urbana complessiva di Pomezia. Da anni il dibattito cittadino ruota attorno alla necessità di aggiornare gli strumenti urbanistici e di dotare il territorio di una visione organica dello sviluppo futuro.

Il rischio è che interventi di grande dimensione possano procedere più rapidamente rispetto all’adeguamento delle infrastrutture necessarie a sostenerli. La domanda che resta è dunque se, ad oggi, Pomezia disponga di una strategia complessiva per gestire la crescita prevista nei prossimi anni.

Una trasformazione destinata a lasciare il segno

L’area industriale che per decenni ha rappresentato una parte di storia produttiva cittadina si avvia definitivamente a diventare un nuovo quartiere residenziale, commerciale e ricreativo.

Il complesso di “Parco di Enea” promette di offrire un quartiere autosufficiente, ma allo stesso tempo pone interrogativi importanti sulla capacità della città di accompagnare questa crescita con infrastrutture adeguate, una mobilità efficiente e una pianificazione urbanistica all’altezza. Il vero banco di prova sarà garantire che il nuovo quartiere contribuisca a migliorare la qualità urbana complessiva di Pomezia, evitando che lo sviluppo edilizio proceda più velocemente della capacità della città di sostenerlo.

Gian Mario Mazzola
Gian Mario Mazzola
19 anni. Studente di Giurisprudenza presso l'università La Sapienza di Roma. Appassionato di storia, politica e letteratura. Mi occupo di politica locale, nazionale e di approfondimenti sul nostro passato politico.

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