Lo scorso 3 gennaio, sul sito del Comune, è stata pubblicata la graduatoria provvisoria degli aventi diritto per l’assegnazione in locazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa.
A Pomezia torna, quindi, la grande questione dell’edilizia pubblica delle cosidette “case popolari”, che anche questa volta sembra non riuscirà a garantire a tutti gli aventi diritto un tetto sopra la testa.
Il bando
La scadenza per presentare domanda per poter essere inseriti in graduatoria è scaduta lo scorso 31 luglio. Da allora, la Commissione comunale di Pomezia di assegnazione alloggi E.R.P. ha lavorato per stilare la graduatoria provvisoria.
Secondo quanto specificato dalla determinazione dirigenziale, i cittadini interessati potevano fare ricorso verso la graduatoria entro 5 giorni dalla pubblicazione, sull’albo pretorio, della determinazione stessa. La determinazione dirigenziale è del 27 dicembre, ed è stata pubblicata sull’albo pretorio il 31 dicembre.
Anche se le tempistiche del comune sono state rispettate, resta un po’ di perplessità sulla mancanza di comunicazione sulle altre piattaforme del comune. Sui canali social la graduatoria è stata pubblicata il 7 gennaio. Sul sito del Comune, invece, è apparsa solo il 3 gennaio, a 2 giorni dal termine per presentare rimostranze all’ufficio competente. Sfruttare meglio la comunicazione social, o tramite sito web, potrebbe aiutare i cittadini ad ottenere un informazione più rapida e completa.
La graduatoria
La graduatoria ha totalizzato un numero di richieste pari a 1247, un numero che sarà difficile da gestire sul territorio pometino. Ci sono anche diversi esclusi, le cui motivazioni di estromissione dalla graduatoria sono le più variegate: assenza di firma, di documento di riconoscimento e di requisiti in base al bando sono tra le principali.
Cosa succede ora?
Adesso bisognerà attendere che la Commissione competente pubblichi la graduatoria definitiva. Solo a quel punto potremmo sapere quante famiglie riceveranno un tetto sopra la testa e quante, invece, continueranno a versare in condizioni di forte precarietà.