A Pomezia il 25 aprile torna in piazza. In occasione dell’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, la città si prepara a vivere un evento partecipato e profondamente simbolico, che dopo anni riporta la festa della liberazione nel cuore pulsante della città, Piazza Indipendenza.
L’iniziativa, promossa dalla sezione ANPI Pomezia-Ardea “Teresa Mattei e le Altre” insieme al Comitato Provinciale ANPI di Roma, rappresenta un momento di mobilitazione collettiva che va oltre la semplice commemorazione. È un’occasione per riaffermare i valori fondanti della Repubblica Italiana (libertà, democrazia, giustizia sociale e pace) e per riscoprire il senso profondo della partecipazione civica.
Il ritorno in Piazza Indipendenza assume un significato che travalica l’aspetto organizzativo. Dopo le celebrazioni mattutine dedicate alla fondazione della città da parte dei coloni, la piazza torna ad essere il luogo naturale della memoria della Liberazione, creando finalmente una sintesi armonica tra due momenti fondamentali della storia cittadina. Una scelta che oggi appare evidente nella sua efficacia e che, proprio per questo, lascia emergere con discrezione una riflessione: una soluzione simile avrebbe potuto essere adottata anche negli anni precedenti, evitando una separazione che ha forse indebolito il valore simbolico della ricorrenza, oltre ad accrescere infruttuosi dissapori.
Un programma ricco e inclusivo
La giornata si aprirà alle ore 12.00 con l’omaggio alla targa dedicata a Giacomo Matteotti, figura emblematica dell’antifascismo italiano. Dal primo pomeriggio, a partire dalle ore 14.00, Piazza Indipendenza diventerà il centro nevralgico delle attività, con un programma ampio e articolato, capace di coinvolgere attivamente tutte le generazioni.
Sul palco centrale si alterneranno momenti istituzionali e culturali: dalla presentazione delle realtà aderenti al Comitato 25 Aprile alle danze partigiane, che restituiscono il volto popolare e collettivo della Resistenza. Le letture partigiane offriranno uno spazio di riflessione più intimo, mentre il dibattito pubblico sulla partecipazione democratica e la difesa della Costituzione rappresenterà uno dei momenti di maggiore approfondimento politico e civile della giornata.
Grande rilievo sarà dato anche alla celebrazione dell’80° anniversario del voto alle donne, attraverso una performance dedicata che intende valorizzare il ruolo fondamentale delle donne nella Resistenza e nella costruzione della Repubblica Italiana.
La giornata si concluderà con il concerto del gruppo “I Cannoni Animati”, trasformando la piazza in uno spazio di festa condivisa.
Accanto al programma principale, numerose attività parallele (laboratori per bambini, reading letterari, tornei di scacchi, spazi informativi e area ristoro) contribuiranno a rendere l’evento realmente capace di coinvolgere l’intera comunità cittadina.
La locandina: un racconto visivo della Resistenza e di Pomezia
Anche la locandina dell’evento assume un valore simbolico particolarmente rilevante, andando ben oltre la funzione informativa. I richiami alla Resistenza si intrecciano con elementi contemporanei e con riferimenti riconoscibili al territorio di Pomezia, suggerendo con forza che quei valori non appartengono solo al passato, ma continuano a vivere nel presente.
Ma c’è un elemento ulteriore che rende questa locandina ancora più significativa e toccante. Nel disegno trovano spazio anche volti e memorie care alla comunità locale: un omaggio sentito a Mario Borgo Caratti e a Sandro Barchiesi, quest’ultimo scomparso pochi giorni fa, due figure che hanno lasciato un segno profondo in chi ha avuto la fortuna di conoscerle. Attive nella politica e nell’attivismo locale, sono stati entrambi militanti dell’ANPI.

Mario Borgo Caratti, scomparso nel luglio del 2024, era diventato da poco segretario della sezione locale di Azione.
Sandro Barchesi, scomparso la scorsa settimana, era un simbolo attivo della resistenza e della cittadinanza attiva.
La loro presenza simbolica nel manifesto trasforma l’immagine in un ponte tra memoria pubblica e ricordo personale, tra storia collettiva e vissuto umano.
Il manifesto non è solo un invito a partecipare a una giornata, ma anche un gesto di gratitudine e riconoscenza. Un modo per dire che la memoria non è fatta solo di eventi storici, ma anche di relazioni, esempi e testimonianze che continuano a ispirare. Ed è forse proprio qui il significato più profondo della locandina: ricordare che i valori della Resistenza vivono ancora oggi attraverso le persone che li hanno vissuti e trasmessi.
Una memoria che interpella il presente
Il documento diffuso dal Comitato Provinciale ANPI di Roma accompagna la giornata con una riflessione ampia sul significato attuale del 25 aprile. La Resistenza viene ricordata come un’esperienza unitaria, capace di coinvolgere persone di diversa provenienza sociale, culturale e politica in una lotta comune contro l’oppressione.
Ma il richiamo non si ferma alla semplice memoria storica. In un contesto nazionale e internazionale così complesso, segnato da guerre, violazioni costanti del diritto internazionale e ritorni di sovrani autoritari, il 25 aprile viene proposto come un momento di rinnovato impegno civile. Dalla difesa della Costituzione ai diritti del lavoro, fino alla promozione della pace, il messaggio è quello di una cittadinanza attiva e consapevole.
Una piazza ritrovata, una comunità che si riconosce
Il ritorno del 25 aprile in Piazza Indipendenza rappresenta, in definitiva, un passaggio importante per Pomezia. La piazza torna ad essere luogo di incontro, confronto e partecipazione, restituendo alla città uno spazio simbolico fondamentale.
In un tempo in cui la dimensione collettiva rischia spesso di frammentarsi, questa giornata dimostra quanto sia ancora possibile costruire momenti di comunità autentica. Il 25 aprile non è solo una ricorrenza storica, ma un’occasione per rinnovare il legame tra passato e presente, tra memoria e impegno, vivendo in maniera consapevole l’eredità partigiana della nostra Costituzione.
E proprio nel cuore della città, Pomezia torna a vivere pienamente il significato più profondo della Liberazione.