POMEZIA: Minimarket, torna l’ordinanza “estiva” di chiusura

Share

POMEZIA: Minimarket, torna l’ordinanza “estiva” di chiusura. La sicurezza urbana torna al centro della discussione nel comune di Pomezia. Con l’ordinanza sindacale n. 17 del 1° luglio 2026, il Comune ha rinnovato per tutta l’estate il provvedimento che impone la chiusura dei “minimarket” e degli esercizi di vicinato del settore alimentare e misto dalle 21:00 alle 5:00 nelle aree considerate maggiormente interessate da episodi di degrado. Una misura che l’amministrazione rivendica come un proprio “Pacchetto Sicurezza”, ma che continua, nei fatti, ad alimentare interrogativi sulla sua reale efficacia e sul suo impatto.

La scelta dell’amministrazione

Ad annunciare il rinnovo è stato il sindaco Veronica Felici attraverso i propri canali social.

“La sicurezza dei cittadini è una delle responsabilità più importanti che sento come Sindaco”, scrive, spiegando che la limitazione punta a garantire quartieri “più sicuri, ordinati e vivibili”. Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia che comprende il rafforzamento della videosorveglianza, una maggiore presenza della Polizia Locale e la collaborazione con Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine.

L’ordinanza interessa alcune vie del centro di Pomezia e di Torvaianica e rimarrà in vigore per novanta giorni. In particolare: P. Indipendenza, Via Roma, P. Federico II, Via S. Spaventa, Via A. De Gasperi, Via S. D’Acquisto, Via Confalonieri, Via Catullo (Pomezia), Via Danimarca, V.le Spagna e V.le Francia, P. Ungheria, P. Italia, Via La Spezia, Via Germania, Via Francoforte, V.le Italia, Lungomare delle Sirene, Lungomare delle Meduse (Torvajanica).

Le motivazioni dell’ordinanza

Nel testo del provvedimento il Comune richiama le numerose segnalazioni raccolte negli ultimi anni da cittadini e Forze dell’Ordine riguardanti schiamazzi notturni, risse, consumo eccessivo di alcol, abbandono di bottiglie, bivacchi e situazioni di degrado nei pressi di alcuni esercizi commerciali.

L’amministrazione evidenzia inoltre che le analoghe ordinanze adottate nell’estate 2025 avrebbero prodotto una diminuzione delle segnalazioni e un miglioramento della vivibilità percepita nelle aree interessate, motivo per cui si è deciso di riproporre anche quest’anno la stessa misura.

Dal punto di vista normativo, si richiamano le disposizioni che consentono di limitare gli orari delle attività economiche quando ricorrono esigenze di tutela della sicurezza urbana, dell’ordine pubblico e del decoro cittadino.

Una misura che divide

Pur riconoscendo le finalità di tutela della sicurezza, il provvedimento lascia alcune considerazioni.

La prima riguarda il rapporto tra la chiusura dei minimarket e gli episodi di degrado. Se è vero che parte delle segnalazioni riguarda situazioni verificatesi nei pressi di queste attività, limitarne gli orari può essere una misura sufficiente a risolvere il problema o il rischio è quello di spostare gli stessi comportamenti in altre zone della città?

Il consumo di alcol, gli schiamazzi o le risse, possono verificarsi anche nei pressi di bar, pub, stabilimenti balneari o altri locali aperti fino a tarda sera. Questo fenomeno è realmente legato alla tipologia dell’attività commerciale oppure è legato alla carenza di controllo e prevenzione su determinati comportamenti?

Il nodo dei controlli

Lo stesso sindaco, nel presentare il provvedimento, ha parlato di una maggiore presenza della Polizia Locale e di un rafforzamento dei controlli.

È proprio questo uno degli aspetti centrali. Le ordinanze possono rappresentare uno strumento di prevenzione, ma difficilmente possono sostituire il presidio costante del territorio. Il contrasto ai comportamenti illeciti passa, in prima linea, attraverso controlli efficaci e tempestivi, indipendentemente dal luogo in cui tali episodi si verificano.

Il rischio è che ci si limiti alla limitazione degli orari come soluzione principale, quando potrebbe invece costituire soltanto uno degli strumenti a disposizione dell’amministrazione.

Libertà economica e percezione

Un ulteriore elemento riguarda gli effetti sulle attività interessate.

L’obbligo di chiusura colpisce infatti una specifica categoria di esercizi commerciali proprio nella fascia oraria che, durante il periodo estivo, garantisce un’importante affluenza. Una limitazione che l’ordinamento consente quando sussistono motivate esigenze di sicurezza pubblica, ma che inevitabilmente incide sull’attività economica degli operatori coinvolti.

C’è, inoltre, una riflessione più ampia da fare. Quando si concentra l’attenzione esclusivamente su una determinata tipologia di negozi, il rischio è di associare il degrado all’attività commerciale stessa, anziché ai comportamenti di chi viola la legge. Una distinzione che rimane fondamentale affinché le misure di sicurezza colpiscano i reali responsabili degli illeciti e non alimentino sterili e dannose generalizzazioni.

La verifica tra tre mesi

Lo stesso provvedimento prevede che, al termine dei novanta giorni di applicazione, venga effettuato un monitoraggio degli effetti prodotti.

Sarà allora possibile verificare se la riduzione oraria avrà inciso sulla sicurezza urbana oppure se sarà necessario rafforzare ulteriormente le attività di controllo valutando strumenti differenti per affrontare un fenomeno complesso e riconducibile difficilmente a un’unica causa.

Gian Mario Mazzola
Gian Mario Mazzola
19 anni. Studente di Giurisprudenza presso l'università La Sapienza di Roma. Appassionato di storia, politica e letteratura. Mi occupo di politica locale, nazionale e di approfondimenti sul nostro passato politico.

Read more

Local News