Pomezia si mobilita per Gaza, fra fiaccolate e raccolte fondi

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In queste ultime settimane sono state tante le iniziative politiche e sociali per portare sostegno alla Global Summut Flotilla, con manifestazioni che hanno toccato molti Paesi, inclusa l’italia. Ed anche a Pomezia, nel contesto locale, ci sono stati diversi eventi.

La raccolta fondi dell’Ar Circolo per la Global Summut Flottilla

Uno dei primi tra quelli organizzati sul nostro territorio è stata la serata di raccolta fondi, organizzata dall’Ar Circolo 32 – Alessandro Casponi, il 30 agosto scorso. Una serata che ha unito sia un momento di discussione con il rappresentante della Global Summut Flotilla per il Lazio e un successivo momento di socialità e cena di finanziamento.

Grazie a questo evento e alle donazioni che sono pervenute, anche a distanza, l’Ar Circolo ha potuto donare ben 3000 euro alla causa, divenendo una delle campagne di raccolta fondi più di successo nel Lazio.

La manifestazione in Piazza Indipendenza degli studenti

Questo venerdì pomeriggio inoltre sono scesi in piazza anche gli studenti dell’Unione degli Studenti di Pomezia e OSA Pomezia per un presidio a supporto dei portuali genovesi davanti al comune cercando di smuovere la cittadinanza.

La fiaccolata a Torvaianica

Anche nella giornata di domenica sera, dopo la manifestazione svoltasi a Roma sabato, molti cittadini si sono riuniti sul belvedere di Torvaianica, senza bandiere di partito, per una fiaccolata a sostegno della Flotilla. Il belvedere è stato ricoperto di barchette di carta con i colori della bandiera palestinese. Sono intervenuti alcuni rappresentanti di partiti ed associazioni locali esistenti sul territorio, e si sono tenuti una serie di interventi dei presenti.

Le esplosioni di martedì e mercoledì notte

L’attenzione si è riaccesa dopo che l’organizzazione ha comunicato di essere stata attaccata da dei droni, portando ad un incendio su delle barche a largo della Tunisia. Diverse le versioni emerse, ma da alcuni video pubblicati si vede un oggetto dall’alto che colpisce la barca esplodendo.

Gli obbiettivi della spedizione

Pur avendo una flotta di oltre 40 barche, peraltro molto piccole e agili onde evitare il rischio di essere considerati come offensivi, gli organizzatori hanno dichiarato che sarà per loro difficile superare il blocco navale e che se Israele chiederà loro di fermarsi in acque internazionali non proseguiranno verso Gaza, decidendo però di non tornare indietro e stazionando in acque internazionali.

Le dichiarazioni del governo Netanyahu, che ha definito i partecipanti dei terroristi, e gli eventi di martedì notte non danno serenità a questa operazione umanitaria. D’altro canto è proprio per questo che è importante mantenere alta l’attenzione mediatica e gli eventi che vengono organizzati negli ambiti locali sono fondamentali affinché si possa avere piena consapevolezza di quello che accade in una parte del Mediterraneo diversa della nostra e con centinaia di italiani volontari.

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