L’Unione degli Studenti di Pomezia e il collettivo giovanile LaBBarricata sono scesi in piazza il 14 novembre per la manifestazione “Resistere per Restare”, in linea con lo sciopero studentesco nazionale. Il corteo, sostenuto da diverse realtà locali, è partito dalle scuole alle 8:00 per confluire in Piazza Indipendenza.
Una mobilitazione condivisa da molte realtà locali
L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra più associazioni e movimenti del territorio, tra cui OSA Pomezia, React OdV, ANPI Pomezia-Ardea “Teresa Mattei e le altre”, il collettivo transfemminista Marsha, TORSA OdV, FIOM CGIL Roma Sud Pomezia-Castelli, ARCI Circolo 32 “Alessandro Casponi”, Comitato RudereNO, COBAS Pomezia, Global Movement to Gaza, la Cellula Coscioni di Pomezia e Galleria Tema Hesperia.
Le richieste degli studenti
Tra le principali rivendicazioni figurano la creazione di un tavolo permanente sulla sicurezza e lo stato delle scuole pubbliche di Pomezia, con il coinvolgimento dei tecnici della Città Metropolitana e dei rappresentanti d’istituto. Gli studenti hanno chiesto anche l’istituzione di un Consiglio comunale dei Giovani eletto democraticamente, con fondi dedicati e autonomia decisionale.
Dalla riqualificazione urbana alla solidarietà internazionale
Un altro punto del manifesto ha riguardato la riqualificazione dell’ex Multiplex di via della Motomeccanica 4, proposto come futuro centro sociale aperto alla cittadinanza. Il documento includeva anche una richiesta di condanna del “genocidio palestinese” da parte del Consiglio comunale e un’ordinanza per vietare la vendita di prodotti Made in Israel a Pomezia.
“Per il diritto a restare, resistiamo”
L’Unione degli Studenti e LaBBarricata hanno invitato la cittadinanza a partecipare, sottolineando l’importanza di una mobilitazione che unisce giovani e associazioni per una città “più giusta e consapevole”. Il corteo partecipato di oggi ha attraversato le principali vie del centro, concludendosi in Piazza Indipendenza, simbolo della partecipazione collettiva.
Il comunicato
Vi lasciamo in integrale il comunicato di UdS Pomezia e LaBBarricata che abbiamo ricevuto dopo lo svolgimento del corteo:
Oggi l’Unione degli Studenti di Pomezia, sindacato studentesco, e il collettivo giovanile Labbarricata sono scesi per le strade di Pomezia in un corteo terminato in Piazza Indipendenza per far sentire la voce degli studenti e dei giovani della nostra città. Nonostante la partecipazione sia stata inferiore alle aspettative, oltre un centinaio di studentesse e studenti — per la prima volta dopo molto tempo con bandiere rosse e rivendicazioni territoriali chiare — hanno manifestato contro l’amministrazione Felici, la Città Metropolitana e il governo Meloni. Le scuole del nostro territorio versano in condizioni drammatiche da anni: crepe, infiltrazioni, strutture fatiscenti e carenze nella manutenzione. È così tanto chiedere che le istituzioni provinciali ci ascoltino e istituiscano un tavolo permanente tra di esse e le rappresentanze degli studenti sulla situazione dell’edilizia nelle scuole pubbliche? Non è accettabile che le realtà studentesche e giovanili che si mobilitano, promuovono dibattito e partecipano attivamente alla vita democratica vengano sistematicamente escluse e ignorate. Da mesi gli studenti e i giovani portano avanti rivendicazioni su temi cruciali — dal genocidio in Palestina agli spazi giovanili, fino a una rappresentanza autentica — e si trovano davanti solo a muri e silenzi. Chiediamo a tutte le forze politiche di opposizione, di maggioranza e alla sindaca di esprimersi chiaramente: cosa pensano delle posizioni dei giovani e degli studenti? Che ne pensano dell’istituzione di un vero consiglio comunale dei giovani, eletto e composto esclusivamente da giovani, dell’apertura di un centro sociale, della promozione di campagne di boicottaggio di prodotti israeliani sul territorio e del riconoscimento e della condanna del genocidio perpetrato dallo stato sionista? Proprio mentre scriviamo questo comunicato, l’amministrazione ha diffuso una nota in cui annuncia l’avvio del progetto “TeenExperience”, attualmente ancora in attesa di finanziamenti ministeriali. Si tratterebbe di un “presidio sociale” gestito, a loro dire, da un consorzio individuato dall’amministrazione stessa. Questa iniziativa dimostra che l’amministrazione avverte la nostra presenza e la nostra capacità di mobilitazione, e cerca di contenere la partecipazione dal basso con progetti calati dall’alto. Ribadiamo che non è accettabile decidere in nome dei giovani senza coinvolgere le stesse realtà che da mesi chiedono partecipazione e confronto. Un progetto costruito dall’alto serve più gli interessi dell’amministrazione che quelli dei giovani. Attendiamo risposte concrete: da mesi chiediamo di essere ascoltati, e oggi in piazza abbiamo ancora una volta rinnovato questa richiesta. Il tempo dell’attesa aumenta sempre più, come la nostra rabbia e la convinzione che Pomezia sia un deserto politico proprio perché chi fa politica nel nostro comune non è disposto a confrontarsi seriamente con le proposte che non gli portano voti. Se il massimo che sanno dire è “bravi i giovani”, ma solo quando conviene loro, noi non ci accontentiamo. Il nostro messaggio è chiaro — dalla destra al centrosinistra del territorio: non staremo in silenzio. Anche se non ci volete, continueremo a mobilitarci fino a quando non otterremo le risposte e gli strumenti che chiediamo.
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