Si è svolta ieri mattina, con il vento gelido tipico di queste prime giornate di dicembre, una protesta organizzata dai genitori degli studenti della Marone contro l’Amministrazione.
Le motivazioni
Il motivo della protesta è intuibile proprio dal clima, i genitori lamentano l’assenza di riscaldamenti per il terzo piano del plesso di via dei castelli romani, al centro già di molte discussioni.
La situazione oggi?
Ad oggi, nonostante la scadenza del 31 ottobre per il completamento dei lavori dell’impianto di climatizzazione, non è ancora possibile usufruire dei termosifoni.
Conseguentemente, la scuola si è dovuta organizzare accendendo il riscaldamento in tutte le aule dalle 5 alle 8 di mattina per scaldare l’edificio, per poi lasciare accese solo quelle del secondo piano durante l’attività didattica. Purtroppo è impossibile tenerle tutte accese anche durante il giorno, soprattutto per via dell’utilizzo di LIM e PC che, combinate all’uso delle stufette elettriche del terzo piano, supererebbero la capacità di carico elettrico della scuola causando un blackout per l’intero edificio.
Numeri e storie
La protesta ha coinvolto il 30% degli studenti ed è rivolta in particolare contro l’amministrazione comunale, colpevole di non aver rispettato i tempi stabiliti per l’adeguamento alla funzione scolastica dell’edificio.
“Se per il 7 gennaio non dovesse essere pronto l’impianto di riscaldamento torneremo a protestare” promettono i genitori presenti.
Tante le storie raccolte che mettono in luce l’impatto sugli studenti, abbiamo raccolto testimonianze di genitori che non portano i figli a scuola per tutelarli da un peggioramento delle loro condizioni di salute, dovendo scegliere fra quest’ultima e l’istruzione dei ragazzi.
Quale sarà la risposta della politica alle necessità degli studenti?