venerdì, Marzo 6, 2026

Riscossione dei tributi in mano ai privati: Pomezia sgancia 3 milioni di euro

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Pochi giorni fa è stata ufficialmente pubblicata la gara per esternalizzare la riscossione dei tributi comunali. Ma cosa vuol dire? Come funzionano e perché questo servizio è stato esternalizzato?

Cosa sono i tributi?

I tributi sono lo strumento di entrata che finanzia tutti i servizi che vengono erogati dagli enti locali, dal mantenimento del manto stradale alla costruzione di nuove infrastrutture. Un esempio di tributi comunali può essere l’IMU (l’Imposta Municipale Unica, dovuta per il possesso di fabbricati), la TARI (la tassa destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti) e il CUP (la tassa per la pubblicità, per il diritto di affissione e per l’occupazione di spazi pubblici).

Perché i Comuni esternalizzano il servizio di riscossione dei tributi?

Essenzialmente il problema è uno: dato che gli enti non riescono a riscuotere i tributi, a causa della loro incapacità di organizzare un ufficio tributi ad alta produttività, provvedono a esternalizzare il servizio sperando in un miglioramento.

Questo modo di fare ha funzionato a Pomezia? La risposta è no.
Nel 2000 l’amministrazione Aureli, a guida DS, decise di bandire una gara per l’affidamento a enti privati del servizio di accertamento e riscossione coattiva della TARI, dell’ICI e dell’attuale CUP. Da lì in poi iniziarono una serie di problemi – in primis lo scandalo della Serti SPA e delle società ASER e Tributi Italia – che nel 2016 portarono l’ex-sindaco Fucci alla decisione di internalizzare nuovamente il servizio, mostrando l’evidente fallimento nella riscossione dei tributi da parte delle società esterne. Da quel momento il servizio di riscossione dei tributi non è stato più “totalmente” esternalizzato, al massimo sono state affiancate delle società esterne all’ufficio tributi per l’attività di accertamento e riscossione, come fatto da Zuccalà nel 2019.

L’ex Sindaco Fabio Fucci

Qual è la situazione oggi?

La situazione oggi è critica. Alla fine del 2022 i residui attivi, ovvero i crediti che devono essere ancora riscossi (principalmente imposte non pagate da cittadini e imprese), hanno superato i 225 milioni di euro. I Revisori raccomandano di prendere ogni misura utile al potenziamento della riscossione delle entrate proprie sia in conto competenza che in conto residui, al fine di ridurre l’importo dell’anticipazione di tesoreria e di adottare ogni misura utile a ridurre l’indebitamento complessivo.

Come ha deciso di agire la sindaca Felici?

L’amministrazione Felici, vedendo le raccomandazioni dei Revisori, ha deciso di affidare nuovamente a società esterne il servizio di riscossione coatta dei tributi comunali, che fino a oggi è stato gestito in house dalla società Servizi in Comune. Così, pochi giorni fa è stato pubblicato il bando di gara dal valore di oltre 2,9 milioni di euro al netto di IVA. Si stima che la data di inizio di affidamento sia il 1° dicembre e che avrà una durata di tre anni.
Le opposizioni hanno reagito in maniera radicale: il consigliere del PD Enrico Mangano ha parlato di “incubi del passato che si riaffacciano […]. Perché questo balletto? Ma soprattutto, perché tornare a mettere in mano ai privati la riscossione tributaria togliendola alla Servizi in Comune?”. Di fronte a una situazione di così evidente gravità e analizzando i risultati di queste operazioni nel passato, una delle soluzioni più efficaci è il potenziamento dell’ufficio tributi del Comune.

Il Consigliere del PD Enrico Mangano

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