Il Consiglio di Pomezia ha approvato all’unanimità una delibera che chiede alla Regione Lazio di dichiarare Santa Palomba “area a rischio ambientale”, opponendosi al termovalorizzatore da 600mila tonnellate/anno proposto da Roma.
Istituzioni compatte
Il 25 giugno il Consiglio comunale di Pomezia, su impulso dell’Unione dei Comitati, ha votato per classificare Santa Palomba come “zona a elevato rischio di crisi ambientale”. All’iniziativa hanno aderito anche i sindaci di Marino, Albano, Ardea, Ariccia e Castel Gandolfo, segnalando un fronte istituzionale unito contro il piano capitolino.
Questioni ambientali e idriche
Il sindaco di Pomezia, Veronica Felici, ha denunciato l’enorme fabbisogno idrico dell’inceneritore – decine di tonnellate al giorno – in un territorio già soggetto a carenze del sistema idrico. Inoltre, l’area ospita stabilimenti a rischio Seveso III, depositi chimici e un polo ferroviario: i comitati chiedono una valutazione cumulativa dei rischi, ritenuta finora assente.
Prossime mosse
La delibera ora passa alla Regione Lazio, chiamata ad avviare l’iter per il riconoscimento formale dell’area a rischio ambientale. Il provvedimento imporrà vincoli più rigidi su ogni nuovo impianto: prevenzione, monitoraggio e trasparenza diventerebbero obbligatori.
Incontro pubblico il 14 luglio
I sindaci dei Comuni coinvolti e i rappresentanti dei comitati presenteranno ufficialmente la delibera lunedì 14 luglio (ore 18) a Santa Maria delle Mole presso piazza Sciotti, in un’assemblea pubblica aperta a cittadini e media.
Cosa comporta la classificazione
La legge regionale 14/1990 stabilisce che in “zone a elevato rischio” sono obbligatorie: studi sanitari e ambientali specifici, valutazioni d’impatto rafforzate, piani d’emergenza e controlli continui. In questo modo si ridurrebbero sensibilmente le possibilità di realizzazione del termovalorizzatore.
La mobilitazione istituzionale e civica si consolida attorno alla difesa del territorio di Pomezia e dei Castelli Romani. Col prossimo incontro pubblico del 14 luglio si attende la partecipazione di un’opinione locale sempre più attiva e informata.