Un nuovo sviluppo ha gettato ombre sull’acquisto del controverso immobile di Via Castelli Romani a Pomezia. Dopo mesi di polemiche, è emerso che il “rudere” valutato dal Comune di Pomezia per 6 milioni e 500 mila euro è ora in vendita su immobiliare.it per soli 1 milione e 200 mila euro da parte di un privato.

Il contesto dell’acquisto
La decisione di acquistare il “rudere” era stata presa dall’amministrazione comunale per convertire l’edificio in un plesso provvisorio destinato a ospitare le 42 classi della scuola Marone durante i lavori di adeguamento sismico. La Sindaca di Pomezia, Veronica Felici, aveva giustificato l’acquisto con la necessità di garantire agli studenti condizioni adeguate alle attività curriculari.
6,5 o 1,2?
Il prezzo d’acquisto di 6,5 milioni di euro – compreso di tasse – fissato dal Dirigente comunale ai Lavori Pubblici, l’ingegnere Renato Curci, aveva suscitato aspre critiche. Curci aveva difeso la valutazione dell’immobile con la sua perizia. Tuttavia, la cifra è stata ritenuta esorbitante da molti partiti e associazioni, tra cui RudereNO, un’associazione di genitori degli studenti della Marone nata proprio per contestare questa scelta.
Mala-gestione?
L’associazione RudereNO, in particolare, ha messo in dubbio la trasparenza dell’operazione e sollevato preoccupazioni sulla gestione dei fondi pubblici, opponendosi molto duramente all’acquisto del rudere. La notevole differenza tra la valutazione del Comune e l’attuale prezzo di vendita ha alimentato sospetti di cattiva gestione, corruzione e possibile mancanza di competenza nel processo di stima.

Inoltre, l’amministrazione comunale non ha portato a termine l’acquisto per vari fattori, primo tra tutti quello delle garanzie finanziarie.
Nuovo annuncio su Immobiliare.it
L’annuncio su immobiliare.it ha suscitato scalpore: il “rudere”, precedentemente valutato dal Comune a 6,5 milioni di euro (compresi 1,5 milioni per la ristrutturazione, quindi effettivo di 5mln), è ora in vendita per 1,2 milioni di euro. Questo enorme divario di prezzo evidenzia possibili discrepanze nel processo di valutazione iniziale e pone seri interrogativi sulla correttezza e trasparenza delle procedure adottate dal Comune.
La nuova decisione: il “nuovo rudere” o il “vecchio rudere”?
In maniera pressoché automatica l’amministrazione comunale deve porsi un grande quesito: non sarebbe più conveniente comprare il “vecchio rudere” al prezzo di 1,2 milioni di euro al posto dell’attuale edificio in Via dei Castelli Romani per oltre 5 milioni di euro? In questo modo il Comune potrebbe effettuare la stessa identica operazione risparmiando oltre 3 milioni di euro (calcolando il costo dei lavori) derivanti dalle tasse dei cittadini dell’ente.

Oltre a questo grande interrogativo c’è un altro problema cruciale: il tempo. Infatti, come si sa da mesi, l’edificio – il “nuovo rudere” in Via dei Castelli Romani 2 – dovrebbe essere pronto all’uso per gli studenti tra settembre e dicembre, ma il tempo a disposizione per la sua manutenzione si stima come insufficiente.

Secondo una parte dei consiglieri di maggioranza, il “nuovo rudere” sembrerebbe avere una serie di problemi da un punto di vista tecnico (es. verifica dei vigili del fuoco per l’antincendio). In questo quadro, la possibilità che i lavori di manutenzione sismica alla scuola Marone siano ancora rimandati diventa più probabile, con il rischio concreto che si perdano i fondi del PNRR (quasi 4 milioni di euro) perché mancano due elementi fondamentali: un edificio valido e il tempo per ristrutturarlo.