Martedì 16 aprile a Pomezia, Santa Palomba, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pomezia hanno deciso di fare accesso ad un terreno incolto all’interno del quale erano presenti anche alcuni tir – apparentemente – in stato di degrado.
Però, immediatamente dopo aver effettuato l’accesso all’interno della zona al fine di effettuare delle verifiche più approfondite e scoprire cosa si celasse dietro questo apparente abbandono, i Carabinieri hanno riscontrato, nella vegetazione, la presenza di due casette in muratura dalle quali fuoriusciva un fortissimo odore di marijuana.
A questo punto il controllo dei Carabinieri è andato avanti e accedendo all’interno delle casette hanno trovato una gigantesca piantagione di cannabis, per un totale di 280 piante in crescita alte fino a un metro e mezzo.
All’interno dei quattro tir abbandonati di cui avevamo parlato all’inizio invece sono state rinvenute altrettante piantagioni attrezzate, sequestrando un complessivo di 720 piante in crescita e decine di sacchi di sostanza vegetale in fase di lavorazione.
In totale, sono stati rinvenuti circa 800kg di stupefacenti.
Adesso l’area è posta sotto sequestro e sono partite immediatamente le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri per ritrovare questi “pusher”.
Chiudendo l’articolo, vedendo queste gigantesche piantagioni, siamo costretti a farci delle domande: siamo così sicuri che il proibizionismo verso la cannabis sia una soluzione? Chi si arricchisce dietro questi “business”? Lo Stato si deve assumere la responsabilità di regolare questo fenomeno?