Scuola Marone: nell’incompetenza ci rimettono i ragazzi

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Oggi, alla commissione trasparenza, convocata per discutere dell’acquisto dell’immobile che sostituirà la scuola media Marone, la maggioranza è stata messa davanti ai limiti di un progetto iniziato all’ultimo minuto e con ancora diversi punti interrogativi. Fin dall’inizio la sindaca Felici ha rivendicato la scelta politica di non procedere con i cosiddetti “prefabbricati”, una soluzione già studiata dalle amministrazioni precedenti e che, per un costo massimo di 3.5 milioni di euro, avrebbe dato una scuola nel minor tempo possibile e in totale sicurezza in pieno centro cittadino, favorendo anche la possibilità per i ragazzi di andarci in autonomia a piedi. La giunta ha optato per ‘identificare’, come ha sottolineato la sindaca, la soluzione ideale in un hotel abbandonato situato nella zona industriale di Via dei Castelli Romani, piuttosto che nei “container”. Questa scelta è stata fatta attraverso un bando che ha ricevuto risposte per soltanto una settimana. Per un costo di 6 milioni di euro a debito, la città acquista un edificio a cui mancano persino le finestre e, come ha fatto notare la consigliera Navisse (M5S), è a 2 km a piedi dalla Marone, passando per altro per una strada ad alto scorrimento e con molti tratti senza marciapiedi. La sindaca ha subito voluto rassicurare tutti affermando che verranno costruiti i marciapiedi, con quali soldi non è dato saperlo visto che non è incluso nei sei milioni, e verranno organizzati i tavoli per capire come far arrivare i ragazzi nella loro nuova “scuola”, di fatto senza neanche sbilanciarsi su che tipo di servizio sarà, di navetta gratuita o di scuolabus da far pagare alle famiglie. Ancora la giunta è stata incalzata sulle garanzie date dal venditore dell’immobile.

Caporaletti (PD) ha fatto emergere come, nonostante fosse presente la richiesta inderogabile nel bando, sarà estremamente difficile che quell’immobile sarà pronto per l’8 gennaio 2024, data di inizio delle lezioni nel nuovo plesso. Cosa ancor peggiore, nel caso in cui l’immobile non fosse pronto, non c’è traccia dell’edificio alternativo che il proprietario avrebbe dovuto dare in garanzia, e quindi i ragazzi si troverebbero senza una scuola in toto. Questi sono alcuni dei punti di una discussione che ha visto la giunta immaginare soluzioni che dovevano essere pensate già ad inizio mandato. Come ha fatto notare il consigliere Castro (Valore Civico), la ristrutturazione, e in alcuni casi il rifacimento, di queste scuole sono interventi previsti dal 2021, cosa confermata anche dall’Ingegnere Curci, e quindi questi interventi, che ora per scelta della maggioranza sono più costosi di ben 2.5 milioni euro, sono quanto mai indispensabili e difficilmente realizzabili senza danneggiare le casse comunali per gli anni a venire. Alla domanda su come verrà riutilizzato quell’edificio dopo “l’emergenza” Marone la risposta della sindaca è quanto mai generica: “uffici comunali”. Assente persino una valutazione del valore dell’edificio che non fosse una “bozza preliminare”. Il dibattito si è concluso con la richiesta da parte del presidente di commissione, Caporaletti (PD), di relazionare al prossimo consiglio comunale quanto emerso in seduta, di una situazione risolta in fretta e male. Rimane a tanti genitori l’incertezza di non sapere neppure se i figli potranno tornare a scuola dopo le vacanze di Natale.

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