Il 19 settembre, presso Selva dei Pini, il circolo del PD di Pomezia ha inaugurato la settima edizione della “Festa provinciale dell’Unità”. I festeggiamenti si sono aperti con un dibattito tra le varie forze di opposizione della scena politica pometina.
Questo dialogo nasce dalla volontà di tutte le parti di intraprendere un percorso politico unito, improntato alla creazione di una nuova visione della nostra città.
L’incontro si è aperto con la consegna da parte di Danilo Risi, segretario del PD di Pomezia, di una targa commemorativa in onore di Mario Borgo Caratti al compagno Walter Bianco.
I protagonisti
L’invito a partecipare è stato inoltrato a tutte le forze politiche d’opposizione, ma alla chiamata hanno risposto:
– Adriano Zuccalà: ex-sindaco di Pomezia, attualmente consigliere regionale per il M5S;
– Antonio Di Lisa: segretario di SI di Pomezia;
– Flavio De Paro: rappresentante di Azione Pomezia;
– Silvio Piumarta: segretario del PSI di Pomezia;
– Danilo Risi: segretario del PD di Pomezia.

Il dibattito è stato moderato da Marianna Lunardini, esponente del PD di Pomezia.
I temi del dibattito
Sono stati molti i temi trattati dai vari esponenti: dalla crisi climatica al problema dei trasporti locali, dall’inefficacia della raccolta differenziata al rilancio industriale e turistico.
La visione di un nuovo progetto di città per Pomezia è stato il filo conduttore di tutto il discorso, assieme alla volontà di creare tra le varie forze un’unione non solo elettorale, ma soprattutto di princìpi e valori.
Inoltre, sono state rivolte forti critiche sia all’operato dell’attuale amministrazione comunale guidata da Veronica Felici, sia al consigliere comunale di Valore Civico Giacomo Castro, reo di non aver firmato la sfiducia insieme a tutte le altre forze di opposizione.
In questi paragrafi cercheremo di riassumere le dichiarazioni fatte nel corso dell’incontro da parte dei vari esponenti dell’opposizione.
L’intervento di Walter Bianco

Dopo aver ricevuto la targa commemorativa in onore di Mario Borgo Caratti, il compagno Walter Bianco ha voluto rispondere con questa dichiarazione:
“Sono commosso ed emozionato, è un omaggio importante per il ruolo che Mario ha avuto nella nostra città. Non solo per il valore che ha avuto, ma anche per quello che ha ancora. Con il suo percorso e azione politica nel corso di 30 anni, non è mai stato un indifferente”
Il dibattito
Sono riportati i due momenti essenziali avvenuti nel dibattito, il primo riguardo le analisi dei vari partiti dopo un anno di amministrazione Felici, il secondo riguardo i modi e i termini per la creazione di un’opposizione unita a Pomezia.
Domanda 1: qual è l’opinione delle opposizioni dopo un anno di amministrazione Felici?
Risi (PD): “La perfetta fotografia di questa amministrazione è visualizzabile in quello che è successo durante queste settimane: la firma per far cadere la Giunta è stata richiesta d’estate. Le ultime due crisi di governo sono targate Papeete e governo Draghi, quest’ultimo caduto d’estate. Il “complotto estivo” è solo un alibi per qualcuno che non è andato ad appore la propria firma per la sfiducia [riferimento a Giacomo Castro (VC) n.d.r.]. Invece il PD pensa con i Consiglieri comunali e fa arrivare i Consiglieri per firmare. Questa festa poteva essere un’occasione per iniziare a creare una nuova esperienza istituzionale, ma Castro non firma neanche la mozione di sfiducia. Un unico post scritto in risposta alla Lega, come se fossero concorrenti. Il consigliere Castro è in accordo con la maggioranza? Prendesse una posizione decisa dicendo che non vuole fare accordi con la maggioranza, altrimenti non può dichiararsi parte dell’opposizione. È come se l’amministrazione Felici non fosse mai partita e fosse legata in questo momento solo a un consigliere eletto all’opposizione: per questo l’amministrazione dovrebbe fare un passo indietro. Topolini nei cassonetti, ma tu abiti qui? Pomezia passa per città che vive con i topi, l’immondizia… perché è tutto immobile. C’è una spartizione vera e propria del potere (anche come è normale che sia), ma il potere serve per aiutare i cittadini. L’immagine dei topolini vicino ai cassonetti riassume bene l’amministrazione Felici. Ringrazio il M5S, tra cui Zuccalà e i Consiglieri comunali, perché ha fatto un lavoro eccellente. Come partiti c’è necessità di collaborare e dialogare sulla base di princìpi in comune per avere una nuova amministrazione più capace”.
Zuccalà (M5S): “Mi metto nei panni da ex-sindaco, sia per le idee che per l’importanza di avere delle idee per governare una città. Ci troviamo davanti alla peggiore amministrazione dopo la tagentopoli pometina, anche perché molti nomi vengono da quella esperienza. Non fanno nulla per la cittadinanza. Ogni volta che si sono trovati a una scelta hanno fatto dei disastri: per la scuola Marone hanno compiuto un acquisto di un immobile a 5 milioni di euro. A quest’ora i ragazzi dovevano stare già in una scuola totalmente ristrutturata. Questa non è una criticità ereditata dalla vecchia amministrazione, ma un’opportunità dopo aver ottenuto 60 milioni di euro di rilaqualificare la città, 40 milioni per infrastrutture e 20 milioni per ristrutturare le scuole. Non avevamo paura di rivendicare la nostra visione di città, anche contro il dissenso di alcune parti dei cittadini e vogliamo proporre delle politiche per il cambiamento quotidiano in una visione di una rivoluzione cittadina. Il passaggio nella raccolta differeziata è stato un passaggio critico. Mi fu detto che era impossibile “detto da un consigliere di maggioranza attuale”. Noi oggi ci troviamo in una città che cola a picco nella raccolta differenziata, con i topi che stanno lì, cercando di mascherare un dolo dando la colpa alla vecchia amministrazione. Hanno dato la vittoria alla terza classificata per il bando per la raccolta differenziata; bisognava fare una nuovo bando e non accettare un’azienda che dava la metà dei sevrizi. Il PNRR ha tempi e modi contingentati: invece di concentrarsi per dare il massimo per interventi che devono essere portati a tempo, non c’è neanche un assessore che li segue (forse non ci sarà neanche la Giunta). Non c’è un dirigente dedicato ai lavori pubblici. Nessuno segue il PNRR, rischiando di perdere i fondi e di doverli restituire. Quando l’amministrazione Felici andrà a casa saremo noi a ricucicere i cocci di un’amministrazone come questa. Dobbiamo far capire che i danni li pagherà anche lui [Giacomo Castro n.d.r.]. Prima si pone fine a questo disastro amministrativo, prima la città potrà ritornare a correre”.

De Paro (Azione): “Preambolo. Mi ricordo che durante le elezioni uscirono i programmi elettorali: apri il programma elettorale ed è del 2018 copiato da un’altra lista, e dal 2018 al 2023 non c’è stato un singolo cambiamento (inclusi gli errori ortografici). Analisi delle liste: una grande parte delle persone entrate in Consiglio comunale erano parte di un certo sistema politico che ha distrutto questa città. Il loro problema principale non è che sono di destra, ma che non hanno una schiena ideologica e governano la città solo per il proprio potere, come i Consiglieri che chiedono persone all’interno del CdA della Servizi in Comune. Invece, per la parte industriale, il problema a Pomezia è evidente: tutta l’industria di Pomezia era basata sui sussidi economici della Cassa del Mezzogiorno, e una grande parte dell’aziende come Sigma-Tau e Alfasigma si sono accorpate in reazione alla mancanza di sussidi. Ma, parlando di Pomezia, quest’amministrazione si riconosce nel suo operato: hanno preso la ditta terza classificata per la differenziata. Anche l’esternalizzazione della riscossione dei tributi sembra essere un ritorno al passato che aveva già lasciato vuoti nel bilancio. Poi c’è l’incapacità di ascoltare e avere un dialogo con il prossimo. Dopo che la “maggioranza bulgara” è caduta, ci troviamo in un contesto in cui 13 consiglieri si mettono a fare ricatti. Se tu non hai la capacità politica di mandare avanti la città dovresti avere la dignità politica di dare le dimissioni. I consiglieri di opposizione dovrebbero avere l’etica verso il proprio elettorato e dimettersi, al fine di sciogliere il Consiglio Comunale. La responsabilità di tutto quello che stiamo vivendo oggi è del consigliere Giacomo Castro”.
Di Lisa (SI): “Fare un riferimento diretto è semplice: questa amministrazione, così come il consenso ricevuto e da quali persone lo ha ricevuto, dice che attraverso gli interessi si possono fare percorsi come quello fatto da Felici. Il collante dell’amministrazione è una spartizione di interessi: questo è l’obiettivo. Ora spetta a un’opposizione, sia in Consiglio comunale che nella città, cercare di ribadire che la politica non è fatta per soddisfare i propri interessi ma l’interesse della città. Noi dobbiamo pur trovare il modo di far capire a tutta la cittadinanza che con questa amministrazione si torna indietro di diversi anni. Queste persone faranno danni che sono già stati commessi nel passato. Non solo l’acquisto dell’immobile per la Marone, ma anche la scelta di quel luogo: tutti noi ci siamo accorti che abbiamo una città che è impossibile attraversare. Se Roma ha messo nel suo programma “la città dei 15 min”, noi stiamo osservando che abbiamo la città degli “oltre 45 min”. Non è pensabile che si abbia una città di 60mila abitanti che ha le stesse problematiche di una metropoli senza averne i vantaggi. L’alternativa si costruisce su due piani: un Consiglio comunale che riesca a trasportare qualche altro consigliere dalla sua parte per far dimissionare la Sindaca – se non ci si riesce mi va bene la provocazione di Danilo [riferimento a Giacomo Castro n.d.r.] – verso un consigliere di opposizione che non si nasconda dietro il discorso della discussione in Consiglio comunale, che tramite un notaio avremmo modo di verificare questa posizione. Mi auguro che si possa costruire un’alternativa politica che abbia un proggetto di come si vuole amministrare la città. Appena 18 mesi fa l’Emilia Romagna è andata sott’acqua; noi pensiamo a un territorio da depredare consumando suolo o per interessi diversi: ebbene, stiamo assistendo a qualcosa che non ci permetterà di gestire queste situazioni adeguatamente. L’alternativa passi anche nell’elaborazione di una nuova idea di città”.
Silvio Piumarta (PSI): “Io condivido molto ciò che è stato detto, in particolare sulla ricostruzione della realtà politica attuale di Pomezia e sugli errori ripetuti e costanti di questa amministrazione. Vorrei ricordare che ha vinto le elezioni (anche per consenso nazionale per il centro destra), però ha riempito le proprie liste elettorali alla qualunque, hanno cercato voti da ogni campana possibile e hanno vinto, ma a che prezzo? Al prezzo di costruire un’amministrazione che sta già con un piede nella fossa. Quando si costruisce un gruppo politico, conta molto chi ne fa parte e gli interessi che queste persone perseguono. La politica è difficile, anche quando si è circondati da galantuomini. Il meglio per la collettività può essere visto in più modi, figuriamoci quando si ha a che fare con persone che hanno i propri interessi personalistici. “Salvataggio alla Gigi Buffon” di Castro: una scelta politica senza precedenti. L’opposizione esiste con lo scopo di far cadere la maggioranza. Concludo dicendo che è più importante costruire una coalizione seria, perché la vittoria ad ogni costo porta a ciò che stiamo vedendo, a risultati non buoni”.

Domanda 2: come si dovrebbe costruire l’alternativa?
Piumarta (PSI): “Già le scorse elezioni hanno iniziato un percorso di avvicinamento tra le forze progressiste. Non sono state sufficienti, ma era prevedibile. Questo percorso si può portare avanti con la buona volontà politica di chi vorrà partecipare a questa coalizione progressista. È più importante costruire un gruppo con persone pulite e convinte di un programma elettorale piuttosto che raccattare chiunque”.
Di Lisa (SI): “Occorre presentarsi alle prossime elezioni attrezzati di un’alleanza politica che condivide l’idea di fondo del progetto della città. Il rischio è che, se non facciamo capire che idea di città vogliamo, allora ci sono tanti opportunismi e trasformismi: non è un problema da poco. Se gli interessi personali non coincidono con quelli di tutti non abbiamo costruito un’alternativa politica. Quali sono le priorità della città? Noi dobbiamo sapere che di fronte al cambiamento climatico avremo climi che porteranno via le case quando pioverà e climi nei quali sarà impossibile coltivare quando ci sarà siccità. Noi possiamo controllare gli effetti preventivamente se non vogliamo che, poi, il bilancio del Comune sia destinato solo a riparare i danni. Un’idea di città si costruisce da adesso a quando ci saranno le prossime elezioni”.
De Paro (Azione): “Se si imbarcano delle persone per vincere a tutti i costi, si ottengono consiglieri come quelli di questa maggioranza, gente che originariamente proviene anche da sfere politiche vicine al centrosinistra. Per costruire un’alternativa bisogna tenere fuori queste persone, quelle che hanno collaborato con questo modo di fare politica e quelli che sono moralmente corrotti come loro, se non di più. Un’idea di città non si costruisce in due mesi, ci vuole tempo e lavoro. Veniamo da sfere diverse e proprio per questo la sintesi va trovata in un disegno di città. Il problema non è se sono di destra, ma chi sono realmente. Per esempio, al problema ECO-X non è stata fatta la caratterizzazione dei rifiuti. La gestione dei rifiuti va organizzata attraverso un nuovo piano di gara, seguendo anche l’ottimo lavoro compiuto dal M5S. Per il turismo, invece, bisognerebbe segnare l’obiettivo della bandiera blu a Torvaianica”.

Zuccalà (M5S): “Esiste un buono e cattivo in ogni cosa, vedendo quanto si riesce a tollerare. Quando si parla di politica locale le persone fanno la differenza. Poche persone possono decidere il futuro di migliaia (lo abbiamo visto ultimamente) e ciò va tenuto a mente: c’è bisogno di un accordo programmatico. La fase nazionale del MoVimento è stata molto positiva e di riflessione, anche se è prematuro dire se questo è il momento giusto per superare le vecchie difficoltà, ma prendo il positivo di ciò che ho vissuto direttamente avendo partecipato a un tavolo programmatico durante le scorse elezioni. C’era già grande convergenza. Qualsiasi parte vada al governo di questa città è meglio di questa amministrazione. Non ri riesce a trovare la quadra nel 100% (anche perché altrimenti staremmo in un partito unico), ma ben venga un proprio DNA della forza politica singola purché al centro si mettano i programmi. Ogni giorno di questa amministrazione è “un’ipoteca” per i cittadini di questa città”.
Risi (PD): “Pomezia ci ha abituato che al peggio non c’è mai fine, perciò bisogna costruire una squadra politica che possa portare a governare questa città da persone competenti. Come circolo PD, volevamo avere una determinata pelle e ci siamo riusciti anche a ridosso delle elezioni, con molti di voi cercavamo di creare un asse forte. Avevamo ragione per le preoccupazioni di questo centrodestra. Tra le molte cose, in questo anno ci siamo ritrovati il referendum contro l’autonomia differenziata: da questa sera possiamo continuare a lavorare su questi temi. Un’alternativa politica forte accelera la fine di questa amministrazione perché i cittadini capiscono che è il momento di un cambiamento e lo capiranno anche i Consiglieri di maggioranza. Non credo nella responsabilità morale: la politica ha delle logiche proprie e ancor di più l’amministrazione locale, per cui la squadra deve essere composta da persone che hanno princìpi e che voglia bene a Pomezia. Infatti, non capisco come mai non ci siamo presentati insieme alle elezioni [riferito al M5S n.d.r.]. Problema mobilità: possiamo avere l’ambizione, vista la vicinanza a Roma e la posizione geografica (mare, castelli, tante scuole e campi sportivi), ma, se la qualità della vita è quella che stiamo vivendo, un cittadino di Roma ci pensa due volte prima di andare a Pomezia. Dovrebbe anche essere una città di lavoro. Nessuno riconosce Pomezia come eccellenza farmaceutica. Essere competitivi come territorio industriale è importante, ma chi viene a investire se la logistica fa pena? Diamoci un impegno, rafforziamo ciò che ci unisce e smussiamo ciò che ci divide ma facciamolo, perché sono convinto che un’opposizone forte possa accelerare la fine di questa amministrazione. Non credo che raggiunga i due o tre anni, per me il prossimo anno si torna a votare. Noi come PD siamo pronti. Il prossimo Consiglio comunale sarà composto da chi sta qui sperando di farlo allargare. Forse non basta dire che ci abbiamo provato: il pericolo è un’amministrazione peggiore e non possiamo permettercelo”.
Conclusioni
Dal dibattito sembra emergere una certa coesione nel gruppo delle opposizioni, sia nelle critiche verso l’amministrazione sia per la contrarietà alle azioni di Giacomo Castro delle ultime settimane.
Alle prossime elezioni si presenteranno con un campolargo o si divideranno per correre da soli?