Dopo le innumerevoli crisi di maggioranza avvenute in questi 15 mesi di amministrazione di destra a Pomezia, è crollato il castello di carte: tre consiglieri della maggioranza Felici, Jessica Valle, Michele Conte ed Elisa Arzente – si vocifera anche della firma di un altro membro della maggioranza, ma non c’è certezza -, hanno firmato per far cadere l’amministrazione Felici.
Le 8 firme da parte del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle sono state immediate, mancano due firme, una da parte dell’opposizione (Giacomo Castro) e una dalla maggioranza (forse già presente).
GIACOMO CASTRO FARÀ CADERE LA FELICI?
I contatti con Giacomo Castro, secondo i leader di questo movimento sovversivo contro la Felici, hanno portato a scarsi risultati. Secondo le loro testimonianze, il consigliere civico risulta “incerto” sul fatto di apporre la propria firma sull’atto per far cadere l’amministrazione Felici.
Le motivazioni che possiamo considerare, logicamente, vanno dal rischio di un “futuro incerto” a causa della sua possibilità di non elezione ai cattivi rapporti con il resto delle opposizioni, manifestatosi in maniera particolare nella condanna da parte del PD e del M5S di quanto Castro disse a proposito del dirigente Renato Curci in un suo post sui social. Il consigliere, sostanzialmente, ha una responsabilità fondamentale: quella di scegliere se il governo Felici di destra continuerà la propria esistenza o meno. Questa decisione confermerà il fatto se Castro sarà opposizione o maggioranza, aut-aut come direbbe Kierkegaard.

I MOTIVI DELL’EX LEGHISTA
Il rapporto della Lega con questa maggioranza è stato sempre instabile, sin dai primi giorni di governo (per esempio i rapporti con l’ex assessore Lupo, che ha fatto traballare la maggioranza per molto tempo), ma nell’ultimo periodo quest’instabilità costante si è trasformata nell’uscita della Lega dalla maggioranza.
La motivazione fondamentale che ha portato a questo esito è stata la mancata “doverosa rappresentanza” nella giunta comunale: infatti la Lega, nonostante abbia un proprio gruppo consiliare composto da tre consiglieri, non ha neanche un proprio assessore di riferimento.
L’altra motivazione, altrettanto importante, è stata la totale assenza di collaborazione nelle scelte di indirizzo politico-amministrative, soprattutto nelle più importanti – basti ricordare la questione del cosiddetto “rudere”.
L’unica richiesta da parte della Lega, pervenuta a inizio giugno, è stata quella dell’azzeramento totale della giunta, richiesta che è stata poi totalmente ignorata dalla maggioranza.
Nonostante questo, il capogruppo Fabrizio Salvitti – unitamente alla Lega – non si è unito al coro della consigliera Valle, che per sfiduciare la Sindaca sarebbe “costretta” a lasciare la Lega.

I MOTIVI DI CONTE E ARZENTE
Invece, i consiglieri Conte e Arzente hanno sfiduciato Felici per un problema radicale: la loro voce in maggioranza era messa da parte, soprattutto in quelle decisioni fondamentali per il futuro di Pomezia.
I primi dissidi tra loro e la maggioranza erano iniziati già sulla decisione della maggioranza di eliminare i monumenti naturali, momento nel quale Michele Conte, in opposizione al proprio gruppo, voto contro la loro eliminazione e contestò questa decisione da parte della maggioranza.
Tutto questo conflitto ha poi assunto in maniera progressiva una forma sempre più radicale con la questione della rotonda a Torvaianica Alta che abbiamo già affrontato in un nostro precedente articolo.
Anche il caso dell’esternalizzazione della riscossione dei tributi è stata una decisione che ha fatto irritare molti membri della maggioranza che hanno vissuto lo scandalo dell’ASER a Pomezia, precedente azienda responsabile che aveva causato un vuoto economico, che si riflette ancora nel bilancio di oggi.

COSA SUCCEDERÀ?
Questo è il grande interrogativo che pone una grande nuvola oscura sopra la nostra città. Castro deciderà di apporre la propria firma? Una sua mancata firma sarà il momento del suo ingresso in maggioranza? Quali saranno i futuri schieramenti? Se la Felici cadrà, chi prenderà le redini del centrodestra di Pomezia? L’unica cosa sicura è che, in caso di mancata sfiducia, vedremmo dei banchi di opposizione più folti, come confermato dai consiglieri Conte e Arzente.