Tari, le nuove tariffe non tornano

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Lo scorso 3 aprile le pagine social del Comune di Pomezia hanno comunicato che “a causa di un problema tecnico, l’avviso TARI 2024 sarà inviato agli utenti nelle prossime settimane”, questione che a un mese di distanza è stata finalmente affrontata nel Consiglio comunale del 9 maggio.

All’inizio della discussione, il consigliere Mercanti (M5S) si è accorto che mancava un parere tecnico importante per la deliberazione e decide, quindi, di porre la pregiudiziale per rimandare la discussione. Prima della votazione sulla pregiudiziale, la segretaria legge il parere tecnico positivo, ma alla fine viene bocciata dalla maggioranza.

La presentazione della delibera

L’assessore Abbondanza legge il testo della delibera in cui, in sostanza, si espongono una serie di modifiche al modo in cui viene calcolata la tariffa:

• Si va verso una maggiore importanza economica della parte variabile, ossia quella che aumenta all’aumentare delle persone in una abitazione, rispetto alla parte fissa che si basa sui metri quadrati dell’immobile.

• Il Comune prende atto che con un aggiornamento delle metrature degli immobili presenti nel Comune si è arrivati ad una riduzione di ben 500 mila euro del gettito previsto.

• Per le utenze domestiche si prevede una riduzione della TARI su una casa-esempio di 100mq e con un solo abitante del 5,4%, riduzione che cala all’aumentare degli abitanti.

L’opposizione all’attacco

Dopo la presentazione da parte dell’assessore, è intervenuto il consigliere Mangano (PD), che ha chiosato sui “ritardi vergognosi” dell’emissione degli F24 della TARI, per poi chiedere quale sia stato il lavoro della politica se in sostanza si sono mantenute le stesse tariffe. Aggiunge, inoltre, che secondo i suoi calcoli, dalle tabelle della commissione, ci sarà un aumento sensibile per le utenze domestiche e non.

Dura e immediata la replica dell’assessore, che ha giudicato false le stime del consigliere, peraltro alludendo al fatto che in commissione Mangano fosse d’accordo a questa delibera, mentre ora si pone in opposizione. Ha altresì rivendicato la bontà del lavoro svolto, soprattutto a fronte degli oltre 180mila mq in meno.

Il consigliere risponde che si è semplicemente attenuto alle tabelle dell’assessore e che comunque saranno i cittadini a giudicare a riguardo.

La consigliera Battistelli (PD) si è schierata in difesa del suo compagno di partito, e ha fatto notare come la Tecnoservice, attuale nuova appaltatrice del servizio, fosse risultata la terza in gara d’appalto, quindi con una proposta economica peggiore rispetto alle prime due, ma che gli fosse comunque stato affidato l’appalto in virtù di una sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato l’offerta delle prime 2 aziende in gara e dato la possibilità al Comune o di scorrere la graduatoria o di indire un nuovo bando di gara. La scelta di affidare a questa azienda il servizio è stata una scelta rimessa ai tecnici ma che invece doveva essere presa dal Consiglio comunale. Battistelli ha infine chiuso il suo intervento alludendo a possibili ulteriori aumenti a regime dell’appalto.

In difesa della delibera si è espresso Omero Schiumarini, che ha sottolineato la poca serietà di chi in commissione si comporta in un modo mentre in Consiglio in un altro e di come ad oggi non ci sia un contratto specifico con il nuovo appalto, quindi continuando in un regime di proroga. Non è stata una scelta politica, continua Schiumarini, ma una scelta obbligata dalla sentenza, ha ribadito il consigliere, che non è disposto ad accettare lezione né di diritto né di politica.

Per la minoranza è intervenuto Castro, evidenziando gli aumenti che stanno impattando particolari categorie, come quelle dei mercati, anche del 200% nella parte variabile. Ha inoltre sostenuto come sia inevitabile che con le tariffe al massimo, già stabilite dal commissario e che vengono prorogate, e la necessità di appianare ancora 100mila dei 500mila euro mancanti, i costi non potranno che aumentare nel futuro, senza però prevedere un miglioramento del servizio.

Tari approvata

La votazione della delibera si è conclusa con un’approvazione, osteggiata dalla minoranza. Meno chiaro invece quanto e come cambieranno realmente gli importi: per quello bisognerà aspettare che finalmente partano gli avvisi.

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