Teatro: una nuova battuta d’arresto?

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Tutto ha inizio nel 2004, con la giunta comunale di centro destra che getta le basi per un teatro comunale da oltre 700 posti e con un palcoscenico più grande di quello dell’opera di Roma, da costruire in centro città. Quasi 10 anni passano e nel 2013 la giunta guidata dal 5S Fabio Fucci è costretta a recedere dal contratto di costruzione, in mezzo tutto è cambiato. In quegli anni la nuova giunta regionale di Centro sinistra appena insediata trova un ammanco di 22 miliardi di euro nelle casse. Negli stessi anni la giunta Fucci trova oltre 120 milioni di debiti a carico del comune, con almeno una decina di questi riguardanti proprio quel maestoso teatro comunale. Il colpo di grazia a questo progetto arriva però con la riallocazione dei fondi destinati alla cultura da parte della regione Lazio, fatto che non da certezza nemmeno di riuscire a finire le parti della sola componente del teatro, scoperti anche i locali polifunzionali che facevano parte del piano. Cancellato il progetto, resta lo scheletro, che la giunta Fucci spera inutilmente di riuscire a dare in affidamento a un privato. Passano 6 anni e arriva la buona novella, con un progetto che riprende l’originale e permetterà per fine 2022 di avere non più un eco mostro ma un teatro con funzioni simili a quelle immaginate oltre 15 anni prima. Ad annunciarlo è il sindaco Zuccalà, grazie allo sblocco di oltre 3 milioni di euro dai beni culturali, che permetteranno di completare la parte funzionale legata al solo teatro/auditorium. Infine grazie al PNRR, fra i 30 milioni allocati al comune per la riqualificazione urbanistica, sarà possibile completare anche la parte legata allo spazio polifunzionale, in cui ci saranno punti di ristoro e locali destinati a scuole di musica, danza e recitazione.

Con la guerra in Ucraina e il SuperBonus i costi delle materie prime sono in alcuni casi raddoppiati oltre a diventare molto più difficili da reperire. Ciò ha portato a un rallentamento dei lavori che ad oggi dovevano vedere già la parte del teatro completata da quasi un anno. La situazione però non potrebbe essere più diversa rispetto a 10 anni fa. Oggi abbiamo piena certezza dei fondi grazie al PNRR, ben 9 milioni dei 30 dedicati a tutta Pomezia, che permetteranno di completare i locali polifunzionali, seppur con qualche rinuncia dettata dei costi. Di fatto quel che ci divide dall’avere un teatro attivo con tutti i suoi locali, con qualche leggera modifica progettuale, è solo la capacità di amministrare e saper far fruttare questi fondi, mai stati così certi a patto di rispettarne i limiti.
La speranza è che non si faccia l’errore di perderli togliendo la possibilità ai pometini di avere finalmente una struttura in grado di soddisfare loro e non solo nella sua offerta culturale. Mancare questa occasione vuol dire perdere la fiducia dei cittadini in un amministrazione capace di svolgere il suo compito e non solo togliergli l’ennesimo servizio.

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