Trasporti Scolastici: tra dialogo e proteste

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Continua il problema dei trasporti scolastici per i Licei Blaise Pascal e Pablo Picasso, con gli studenti e le studentesse che hanno continuano a manifestare davanti alla loro scuola. Dal nostro precedente articolo la situazione si è continuata ad evolvere, ed in questo articolo cercheremo di ripercorrere le ultime novità.

Il Tavolo tra città metropolitana, comune, genitori e studenti

Nella giornata di ieri si è svolto presso Palazzo Valentini un incontro tra città metropolitana, comune di Pomezia, genitori e rappresentanti degli studenti, per cercare una risoluzione al problema, legato ai trasporti, della succursale Selva dei Pini. Il sindaco Veronica Felici ha abbandonato il suo atteggiamento “eroico” che aveva sostenuto in alcune sue dichiarazioni assumendosi le responsabilità che, fin dall’inizio, erano in capo al comune. 

Dalla sintesi dell’incontro risulta la volontà di costruire, entro il 2026, una nuova scuola secondaria di secondo grado presso il comune di Ardea, che ad oggi non presenta sul suo territorio alcuna scuola di secondo grado. Il costo di costruzione del nuovo istituto si dovrebbe aggirare intorno ai 12 milioni di euro.

Selva dei Pini sarà adibita come succursale tramite un contratto iniziale di tre anni.

Il comune si impegna a garantire un potenziamento del TPL (trasporto pubblico locale) per permettere agli studenti di raggiungere la loro nuova sede scolastica. La spesa di tale trasporto rimane però agli studenti e alle loro famiglie, con un costo mensile di 20 euro e la gratuità del trasporto per le famiglie con ISEE inferiore ai 15.000 euro.

Queste linee dovrebbero partire da lunedì 6 Novembre. Se il servizio TPL non sarà disponibile, si aprirà un periodo transitorio dove città metropolitana dialogherà con i dirigenti scolastici dei due istituti per trovare una soluzione tampone.

Continuano le proteste davanti al Pascal

Gli studenti hanno svolto un’azione di protesta manifestando con dei cartelloni davanti l’entrata della propria scuola. In questo caso le proteste degli studenti e delle studentesse non erano rivolte verso le competenze e le responsabilità dei singoli enti, ma verso l’indifferenza che istituzioni, docenti e altri studenti hanno mostrato nei confronti delle classi coinvolte al trasferimento verso Selva dei Pini. “Troppe assenze, ci portate voi?” “Noi siamo ancora qua, eh già” “Motivo dei cartelloni? Delusione: solo ostacoli, ricatti e niente supporto” Queste alcune delle frasi scritte sui cartelli dei manifestanti.

Gian Mario Mazzola
Gian Mario Mazzola
19 anni. Studente di Giurisprudenza presso l'università La Sapienza di Roma. Appassionato di storia, politica e letteratura. Mi occupo di politica locale, nazionale e di approfondimenti sul nostro passato politico.

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