L’attuale consigliere regionale pentastellato della regione Lazio ed ex-sindaco di Pomezia, Adriano Zuccalà, insieme al collega di partito e anch’esso Consigliere Valerio Novelli, hanno presentato un’interrogazione al Presidente della regione Lazio, Rocca, a causa del rilascio di un P.A.U.R. (Provvedimento Autorizzato Unico Regionale) il quale ha come oggetto un “impianto per il trattamento di 65.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi mediante digestione anaerobica, compostaggio e lombrico compostaggio”, nel IX Municipio, comprendente la riserva naturale di Decima Malafede, la Solfatara di Pomezia e parte di Santa Palomba (complesso abitativo già al centro di polemiche per il progetto termovalorizzatore). Il rilascio del provvedimento autorizzerebbe l’AMA all’acquisto del terreno e alla costruzione dell’impianto “bonus” non previsto inizialmente nel piano gestione dei rifiuti.

L’impianto in questione è progettato per l’accelerazione del processo naturale di trasformazione dei residui organici in compost. Inoltre, il documento di valutazione dell’impatto ambientale della direzione regionale del Lazio garantisce sulla sicurezza e fattibilità dell’impianto. Secondo gli studi scientifici più recenti, gli impianti di compostaggio non causano alcun problema alla salute e all’ambiente.

“Scavando” nel passato della politica pometina, emerge che l’ex sindaco Adriano Zuccalà – ai tempi Presidente del Consiglio Comunale -, all’interno dell’amministrazione pentastellata rappresentata dall’allora sindaco Fabio Fucci, fosse favorevole alla costruzione della stessa tipologia di impianto – alla parte aerobica, quella di compostaggio, dichiarando invece la propria contrarietà alla parte anaerobica – regolata dalla ditta Cogea, nella stessa porzione di territorio – distante pochi Km – interessata all’acquisto da parte di AMA.
A questo punto c’è da chiedersi: quale dei due Zuccalà si sta pronunciando?