Fat-Man: La bomba atomica di Nagasaki

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La seconda Bomba
Il bombardamento atomico di Nagasaki avvenuto il 9 agosto 1945 rimane sicuramente uno degli eventi più controversi e tragici di tutto il ventesimo secolo. A pochi giorni dal bombardamento atomico su Hiroshima, del 6 Agosto, gli U.S.A. misero a segno un altro duro colpo al decadente Impero Giapponese, ultimo belligerante dell’Asse nella Seconda Guerra Mondiale.

Uno sguardo al contesto storico:
Alla fine del secondo conflitto mondiale, l’Impero Giapponese si trovava da solo a fronteggiare l’intero schieramento Alleato. La Germania nazista aveva ormai firmato l’armistizio nel maggio del 1945, permettendo alle forze Alleate di concentrare gli sforzi bellici sulla disfatta del Giappone. Le forze statunitensi avevano già da tempo iniziato la riconquista dei territori occupati dalle forze nipponiche sul Pacifico, riconquista che costava sempre più sangue e denaro. Il comando militare statunitense capì che una conquista terrestre del Giappone avrebbe richiesto pesanti sforzi, iniziò così la ricerca di una soluzione rapida che mettesse fine al conflitto al fine di evitarne un’ulteriore prolungamento.

La svolta grazie al Progetto Manhattan:
L’obiettivo del Progetto Manhattan era lo sviluppo e la produzione della prima bomba atomica. I lavori ebbero inizio nel 1939, con il timore che i nazisti stessero già sviluppando un progetto simile. Il progetto si basava sulla scoperta della fissione nucleare. Il processo di fissione nucleare consiste nel dividere l’atomo di un elemento pesante in due parti, durante questo processo viene rilasciata una grande quantità di energia. Il 16 luglio 1945 il primo test nucleare, battezzato “Trinity”, portò a compimento il progetto. Le prime due testate nucleari realizzate ed usate dal comando statunitense furono “Little Boy” (sganciata su Hiroshima) e “Fat Man” (sganciata su Nagasaki).

Il bombardamento di Nagasaki:
Il 9 agosto 1945 il Boeing B-29 Superfortress BOCKSCAR decollò verso la città di Kokura, obiettivo iniziale della missione. A causa delle fitte nubi all’aereo fu dato l’ordine di puntare verso Nagasaki. “Fat Man” fu sganciata sulla zona industriale della città. L’ordigno atomico fu fatto detonare a 470 m d’altezza, a quasi 4 km da dove previsto. L’esplosione distrusse completamente il centro cittadino.
Il numero delle vittime fu drammaticamente elevato. Si stima che un numero variabile tra le 22.000 e le 75.000 persone morirono all’istante, oltre 55.000 rimasero ferite. Il numero totale delle vittime è stimato intorno alle 80.000 persone, alcune di queste morte a causa delle esposizioni alle radiazioni nei mesi seguenti. Complessivamente 200.000 furono le vittime nelle città di Hiroshima e Nagasaki.

Le conseguenze:
I due bombardamenti atomici statunitensi furono determinanti nella decisione del Giappone di arrendersi incondizionatamente il 15 agosto 1945. Il bombardamento di Nagasaki rappresentò l’ultimo atto del governo nipponico, resosi ormai conto dell’impossibilità di continuare la guerra. Gli eventi di Hiroshima e Nagasaki segnarono l’inizio dell’era nucleare, che tutt’oggi continua a sollevare preoccupazioni e riflessioni.
Cosa ci resta?
Il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki rimane ancora oggi un capitolo controverso della storia. Ancora oggi è importante non solo ricordare le vittime, ma è essenziale continuare a riflettere sulle conseguenze di eventi così catastrofici. La storia dovrebbe rappresentare un monito, per evitare che simili tragedie possano ripetersi in un contesto mondiale che sembra essere sempre più in rotta di collisione.

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