Prostituzione a Pomezia: Regolamentare o Proibire?

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  1. Nelle scorse giornate è stata arrestata una coppia di cinesi che, attraverso un esercizio commerciale perfettamente organizzato, fatturava decine di migliaia di euro grazie alla prostituzione di una decina di ragazze. La zona dove avveniva tale fatto è quella di Torvaianica Alta, l’anno scorso i vari residenti – e anche molte mogli gelose – si sono lamentate del via vai di uomini che entravano e uscivano dalla villa e da qui sono partite le indagini dei carabinieri che, pochi giorni fa, hanno portato all’arresto di un uomo di 48 anni e una donna di 52 – attualmente i due si trovano ai domiciliari. Ma nessuno ha pensato a queste ragazze, alla loro sicurezza, alle loro condizioni. Quest’evento ci dovrebbe indurre ad una riflessione generale, sulla grandissima differenza tra regolamentare un’azione da una parte ed invece proibirla rendendola tabù dall’altra.
  2. Fattualmente proibire un lavoro “storico” – esistente da più di 4500 anni, citando le “prostitute sacre” di cui si parla nell’epopea di Gilgamesh – ha una sola conseguenza: quel lavoro si sposta dal mondo del mercato, regolamentato e sicuro, al mondo del nero, non regolamentato e pericoloso. Lo Stato non può governare nel mondo dell’etica, deve bensì governare attraverso la regolamentazione dei fenomeni e degli agenti sociali, deve proteggere i suoi cittadini; al di fuori dei giudizi etici. Per tutta questa serie di motivi lo Stato – quindi noi cittadini – dovrebbe cercare di cambiare la pubblica opinione riguardo la prostituzione, non si tratta per forza di condividere questo tipo di pratiche, ma di capire che il modo più efficace per proteggere la salute di chi, con o senza regole, attua queste pratiche, in uno stato liberale e democratico, tra le due vie è sempre preferibile quella della regolamentazione. Il punto di vista “etico” in merito a ciò ha un solo fine: la liberazione da un peso morale che grava sulla nostra coscienza; ma non siamo innocenti. Siamo noi che creiamo il mercato illegale di donne, siamo noi che apriamo le porte allo sfruttamento di queste, siamo noi che facciamo morire le persone tramite le varie malattie sessualmente trasmissibili, siamo noi che non diamo alle donne la piena possibilità di decidere sulla loro stessa vita. Tutto ciò lo facciamo proibendo un qualcosa che esiste per un bisogno della popolazione: Prima lo accetteremo e prima arriverà il cambiamento.

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