Riceviamo e pubblichiamo
Da oggi, 1° luglio, cambia il trasporto pubblico locale ad Ardea con l’avvio della nuova Unità di Rete
regionale. Un cambiamento importante, che riguarda direttamente la vita quotidiana di migliaia di
cittadini, studenti e lavoratori. Eppure, l’Amministrazione comunale ha scelto il silenzio più
totale: nessun comunicato, nessuna informazione sul sito istituzionale o sui canali social del
Comune, nessun volantino nei punti di maggiore frequentazione. Un’assenza ancora più grave se si
pensa alla cronica mancanza di fermate segnalate lungo le strade della città, che da anni lascia i
cittadini senza punti di riferimento chiari per prendere l’autobus.
Ma il problema non è solo comunicativo. Entrando nel merito delle nuove linee AR1, AR2 e AR3,
emerge un servizio che resta del tutto insufficiente a rappresentare un’alternativa credibile
all’automobile privata. Ci sono interi quartieri di Ardea che restano completamente privi di
collegamenti: Castagnetta, Banditella, Pian di Frasso, Pescarella, Torre Bruna. Per chi vive in
queste zone, il trasporto pubblico semplicemente non esiste.
La riorganizzazione ha sicuramente reso il sistema più semplice da leggere, passando da un
mosaico di linee e percorsi frammentati a sole tre linee principali. Ma questa semplificazione ha un
costo: percorsi più lunghi significano, a parità di mezzi a disposizione, meno corse complessive. Il
risultato è un servizio ancora più marginale nella vita di chi dovrebbe poterlo usare ogni giorno. Il
confronto con i comuni vicini è impietoso: mentre Ardea deve fare i conti con tre linee, Aprilia e
Pomezia ne avranno sette, Anzio cinque e Nettuno quattro (queste ultime due città con in più una
corsa interurbana che rafforza i collegamenti tra i due comuni). Ardea, paradossalmente, resta
indietro proprio nel momento in cui tutto il territorio viene riorganizzato.
Dietro questi numeri c’è un problema politico che il Partito Democratico denuncia da tempo:
Ardea non riesce a far pesare le proprie esigenze nei tavoli decisionali regionali, nonostante la
sintonia politica tra le due amministrazioni. Il gap tra il numero di abitanti della nostra città e i
servizi che le vengono garantiti continua ad allargarsi. E non è un caso che sul tema della mobilità
il Comune di Ardea non abbia nemmeno un assessore con delega specifica: della materia si occupa
“per convenzione” l’assessore ai Lavori Pubblici, quando il tempo glielo consente. Un segnale
chiaro di quanto poco peso venga dato a un servizio che incide ogni giorno sulla vita di migliaia di
persone.
Il Partito Democratico di Ardea chiede all’Amministrazione di rompere il silenzio, di informare
correttamente i cittadini sui cambiamenti in corso, di intervenire con un piano serio di segnaletica
delle fermate e di farsi parte attiva, insieme a Regione e Astral, per ottenere un servizio realmente
adeguato alle esigenze della città. Ardea ha diritto ad un trasporto pubblico che funzioni, non
un’ulteriore occasione persa.
Partito Democratico Ardea