“Il malato immaginario”, commedia che risale al 1673, è l’ultima opera teatrale di Moliére, uno dei più celebri drammaturghi francesi di sempre. L’opera è dedicata al re Luigi XIV, appassionato di teatro e balletto nonché di Moliére stesso, in occasione della vittoria militare francese in Olanda.
La trama
Argan, protagonista della commedia, è un uomo ricco, padre di due figlie (Angélique e Louison) e sposato con la sua seconda moglie (Béline), ma ha un tratto distintivo: è smisuratamente ipocondriaco.
Argan è ossessionato dai medici e dalle loro cure, al punto che vuole dare la figlia in moglie a un giovane dottore, Thomas Diaforius, per avere costantemente un medico attorno a sé – gratuitamente.

Tuttavia, Angélique è innamorata di un altro giovane (Cléante) e cerca l’aiuto di Toinette, serva di Argan.
Come in ogni commedia classica, la trama si svolgerà grazie agli stratagemmi dell’astuta serva Toinette, che porterà la storia al suo lieto fine.
Le tematiche
La commedia, nella sua semplicità, analizza un tema che è diventato molto importante per il nostro periodo storico: le paura delle malattie. Argan pende dalle labbra dei suoi medici, che si approfittano di lui per ricavare profitti in modo semplice. Allo stesso modo, il periodo della pandemia del Covid-19 nel 2020 ha influito sulla società portando ad aumentare il fenomeno dell’ipocondria.

Altrettanto importante è il tema della follia. Il titolo francese (”Le malade imaginaire”), infatti, è un doppio senso: può significare “malato” ma anche “folle”. La visione di Argan è opposta a quella degli altri personaggi, che credono di essere sani quando, in realtà, potrebbero essere loro i “malati” proprio perché non si “curano”.
Moliére nella musica e nel cinema
Il personaggio ipocondriaco e la storia del “malato immaginario” sono stati d’ispirazione anche nella storia più recente del panorama dello spettacolo italiano. Nel 1977, nell’album “Burattino senza fili”, Edoardo Bennato sembra riprendere – in parte – i temi di Moliére nel brano “Dotti medici e sapienti”.
Qualche anno dopo, nel 1979, Alberto Sordi interpreterà Argan portando Moliére nei cinema italiani in una versione ‘romanizzata’ della commedia. Lo stesso Sordi, successivamente, proporrà anche “L’avaro” di Moliére per la sua resa cinematografica.
Perché leggere “Il malato immaginario” oggi?
“Il malato immaginario”, oltre a strappare qualche risata, mette in discussione i temi dell’ipocondria, della follia e della morte. La relazione che la commedia ha con il mondo odierno invita i lettori a riflettere sui comportamenti e sui vizi dell’uomo, proponendo nuovi punti di vista.