Mozione di sfiducia per far cadere la Felici: (quasi) unite le opposizioni

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Il tempo scorre e quest’amministrazione si trova in difficoltà sempre maggiori, la crisi politica che sta tempestando il nostro Comune non accenna a fermarsi. Come sappiamo, il consigliere Giacomo Castro non ha firmato le proprie dimissioni, sfiduciando la Sindaca Felici, ritenendo necessario e doveroso fare un passaggio in Consiglio Comunale, di fronte ai cittadini. Per arrivare a questo fatidico Consiglio Comunale i consiglieri di opposizione hanno deciso di scrivere questa mozione di sfiducia alla Sindaca Veronica Felici. La mozione di sfiducia, secondo il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (art. 52), necessita della sottoscrizione di due quinti del Consiglio Comunale, quindi, 10 consiglieri.

(Da sinistra) l’assessore Mambelli, la Sindaca Felici e l’assessore Abbondanza

Inizialmente è partita una discussione proprio su questo, perché i consiglieri di opposizione, fino a pochi giorni fa, erano 9, quindi non si sarebbe potuta presentare la mozione di sfiducia. Ma, l’uscita dalla maggioranza di Conte e Arzente ha dato la possibilità alle opposizioni, unite, di presentare questa mozione di sfiducia, anche senza la firma di Castro.

PD e M5S: uniti contro la Felici

“I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Pomezia e del Partito Democratico depositeranno una mozione di sfiducia per la Sindaca Felici. La mozione è aperta alla possibilità di essere sottoscritta dai consiglieri comunali che ritengono necessario far terminare al più presto questa amministrazione. “Come avevamo già anticipato, noi saremo protagonisti di ogni azione possibile per mettere fine a questa infelice pagina politica per Pomezia. Ora facciamo appello a tutti i consiglieri comunali, serve coraggio e responsabilità per mettete fine all’agonia di questa giunta e ridare a Pomezia il decoro che merita. Domani mattina depositeremo la mozione con le sottoscrizioni raccolte”.”

CASTRO: firma o non firma?

Questo è il grande dilemma che si trova in opposizione, al momento il consigliere ancora non ha firmato. Questa firma non è necessaria per la presentazione della mozione (ricordiamo che il M5S e il PD hanno 8 consiglieri e, oltre a loro, hanno firmato anche Conte e Arzente), ma per la presentazione di un’opposizione coesa contro la Felici. Il rischio è che se Giacomo Castro non venisse coinvolto e, ipoteticamente, se si astenesse in Consiglio Comunale nel voto sulla mozione di sfiducia con ogni probabilità si arriverebbe ad un nulla di fatto. Quindi, l’obiettivo delle “opposizioni”, se si vuole mandare la Felici fuori dal palazzo comunale, dovrebbe essere quello di un coinvolgimento attivo maggiore di tutti i consiglieri di opposizione e non solo.

Il consigliere di Valore Civico Giacomo Castro

Homo homini Lupus

La L maiuscola in Lupus non è una casualità, ogni uomo è Lupo per l’altro uomo, è il commissario della Lega Pomezia Luigi Lupo a tenere in ostaggio la Sindaca Veronica Felici. Gli sviluppi di queste ore si riveleranno fondamentali per prevedere gli sviluppi futuri di quest’amministrazione, l’azzeramento di giunta del quale parlava ieri Luigi Lupo ancora non si è incarnato, ma se si concretizzasse potrebbe portare a forti crisi interne alla maggioranza.

Il commissario della Lega Pomezia Luigi Lupo


Ma, in questo articolo, è importante parlare di Lupo e dei consiglieri della Lega da un altro punto di vista: sono loro che decideranno se mandare o meno a casa la Sindaca Veronica Felici votando la mozione di sfiducia. In qualche modo, avendo la consapevolezza di chi ha firmato le proprie dimissioni per sfiduciare Felici, parliamo di Jessica Valle e Giuseppe De Luca, si dovrebbe iniziare un percorso politico per capire se in maggioranza ci sono altre due persone disposte a porre fine a quest’esperienza amministrativa.
Questo va ricordato: senza altri due voti di sfiducia al Sindaco in maggioranza la Felici non va a casa.
Riusciranno le opposizioni nel loro intento? Castro firmerà la mozione?

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