Lotta alla pirateria nel calcio: “Sospendere Piracy Shield”

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Una legge approvata all’unanimità

Era il luglio del 2023 quando in parlamento viene approvata all’unanimità la legge n. 93/2023, che darà vita al cosiddetto “Piracy Shield”.

Il Piracy Shield è uno strumento che, secondo i suoi sostenitori (fra cui il patrono della Lazio Claudio Lotito di FI), avrebbe permesso di ridurre sensibilmente il fenomeno della pirateria in Italia, recuperando risorse economiche importanti per le società detentori dei diritti televisivi.

A un anno di distanza, Piracy Shield sta facendo notizia per aver bloccato Google Drive per diverse ore in tutta Italia, ultimo di una serie di blocchi di servizi del tutto legali, assieme al costante calo degli spettatori già dalle prime partite di Serie A.

Cos’è Piracy Shield e come funziona

La legge prevede che vengano bloccati in Italia tutti quanti quegli indirizzi IP (sono paragonabili all’indirizzo di domicilio) e domini che vengono segnalati dai detentori dei diritti perché trasmettono pirateria di eventi sportivi in live.

Questo blocco deve essere effettuato dagli operatori telefonici entro 30 minuti dalla segnalazione, senza avere il tempo per fare delle verifiche, dando un enorme potere a pochi segnalatori di aziende e associazioni private.

Questo sistema, da un punto di vista tecnico, è estremamente problematico.

Bloccando direttamente gli indirizzi IP non si riesce a colpire direttamente i pirati, che potranno semplicemente noleggiare un altro indirizzo IP e continuare a trasmettere, rendendo sostanzialmente inutilizzabile quell’indirizzo in Italia. Ciò è particolarmente grave perché gli indirizzi IP sono una risorsa limitata e ogni IP è spesso condiviso da diversi servizi contemporaneamente, similmente a come un residente di un condominio condivide lo stesso indirizzo di casa con gli altri condomini.

La conseguenza è che chi condivide quell’IP si ritrova con l’impossibilità di essere raggiunto dall’Italia a sua insaputa visto che non è prevista una notifica di blocco.

La legge è stata resa ancora più pericolosa dando la possibilità di bloccare anche gli IP usati “prevalentemente” e non solo univocamente per trasmettere streaming pirata. Questa modifica, secondo molti esperti, ha reso questo strumento un male peggiore di quello che tenta di contrastare, paragonandolo a una forma totalmente inedita in Europa di censura.

Da grandi poteri derivano grandi errori

Senza controlli sui blocchi effettuati dalle aziende private, che non devono neanche essere approvati da un’autorità giudiziaria, si è arrivati al palese errore di bloccare Google Drive, un servizio peraltro usato da moltissime amministrazioni italiane.

Questo blocco non è neanche il primo “falso positivo”: ci sono servizi di aziende anche italiane che sono state bloccate, e anzi ci sono ancora dei blocchi attivi su aziende che si occupano di sicurezza informatica per diversi enti anche parastatali.

E gli ascolti continuano a diminuire

Come raccontato anche da DDAY, il paragone degli ascolti con le precedenti stagioni calcistiche mostra un calo costante, probabilmente aggravato anche dall’aumento degli abbonamenti.

A oggi non è chiaro se Piracy Shield sia riuscito a fare grandi passi nella lotta alla pirateria e ormai sono gli stessi commissari di AGCOM che gestiscono la piattaforma a chiederne la sospensione.

Quanto tempo ci vorrà prima che la politica torni sui suoi passi?

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