POMEZIA — A Campo Ascolano si è svolta una manifestazione di solidarietà per il giornalista Sigfrido Ranucci, dopo l’attentato dinamitardo davanti la sua abitazione. Presenti cittadini, associazioni, comitati e rappresentanti istituzionali di Pomezia e Anzio.
Una comunità unita contro le intimidazioni
L’iniziativa, intitolata “La tua scorta siamo noi”, ha riunito decine di persone davanti all’abitazione del conduttore di Report. Molti residenti e realtà associative hanno voluto esprimere vicinanza a Ranucci e alla sua famiglia, condannando con fermezza l’atto intimidatorio e riaffermando il valore della libertà di stampa come fondamento della democrazia.
Le istituzioni presenti all’iniziativa
Alla manifestazione hanno partecipato la sindaca di Pomezia Veronica Felici e il sindaco di Anzio Aurelio Lo Fazio, insieme ad assessori e consiglieri comunali dei rispettivi territori. Entrambi hanno espresso solidarietà al giornalista e confermato il proprio impegno nel garantire sicurezza e tutela a chi lavora per l’informazione pubblica.
Nelle ore immediatamente successive all’attentato era stato lo stesso Ranucci a denunciare l’assenza di telecamere nel quartiere di Campo Ascolano, nonostante le varie iniziative istituzionali come la Control Room.
Il contributo di associazioni e comitati
Sono intervenuti il Comitato Cittadino di Campo Ascolano con il presidente Paolo Fiorentini, la Rete No Bavaglio con Claudio Pelagallo, Libera Roma con Davide Biscotti, l’Anpi Pomezia-Ardea con la presidente Francesca Gatto, Uds e Lab Barricata con Matteo Pompili, React OdV con Gianmario Mazzola, Officina Studentesca con Maria Sole Acquarelli, Ossigeno con Eleonora Mangano e un rappresentante del Comitato no Inceneritore.
Presente anche la segreteria del Comitato di quartiere di Campo Ascolano, rappresentata da Oriana Liviani, insieme a numerosi cittadini e associazioni locali.
L’intervento di Sigfrido Ranucci
Dopo qualche minuto dall’inizio del sit-in Ranucci è uscito dalla sua abitazione per incontrare i manifestanti. Ha ringraziato i presenti per la solidarietà e ha richiamato l’attenzione sull’importanza della libertà di informazione come base del vivere democratico. Ha descritto l’attacco subito come un episodio che si inserisce in un contesto più ampio, denunciando la presenza in Italia di leggi che considera limitanti per la stampa e ricordando che il Paese detiene record negativi per numero di giornalisti minacciati e per querele da parte di politici.
Sull’episodio che lo ha coinvolto, Ranucci ha infine precisato che è presto per comprendere le motivazioni, ma ha ipotizzato che possa trattarsi di un avvertimento indirizzato a terzi, di cui lui sarebbe stato solo il tramite simbolico.
Un segnale forte dal territorio
La manifestazione di Campo Ascolano ha rappresentato un momento di unità e consapevolezza per tutto il territorio. Il sit-in per Ranucci è diventato simbolo di una comunità che difende il diritto a informare e a essere informata, respingendo con decisione ogni tentativo di intimidazione.