POMEZIA: il DUP 2027-2029 mira a un TPL più ecologico e frequente nelle periferie, mentre mancano ancora le linee festive e la digitalizzazione

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Il trasporto pubblico a Pomezia affronta una fase di transizione. Dal primo luglio 2026 la gestione è passata alla Regione Lazio e ad Astral, ma il Comune mantiene un ruolo di indirizzo e interlocuzione. Il nuovo Documento Unico di Programmazione fissa gli obiettivi di questo dialogo per i prossimi anni, puntando a migliorare i collegamenti, spinto anche dalle recenti mobilitazioni cittadine.


Il peso del comitato Roma 2


Le decisioni sul nuovo assetto del servizio sono state fortemente influenzate dalle proteste del quartiere Roma 2. Di fronte all’ipotesi iniziale di tagliare le corse del 35% e sopprimere fermate chiave in viale delle Arti e via Fiorucci, i circa duemila residenti si sono mobilitati con assemblee pubbliche e petizioni già in primavera. Questa pressione ha costretto le istituzioni a convocare un tavolo tecnico a inizio luglio. Il confronto tra Comune, Astral, Regione e il gestore Autolinee Troiani ha portato a una revisione dei piani, garantendo il mantenimento del servizio all’interno dell’abitato.


Le richieste per le periferie


Recependo le istanze dei comitati, l’amministrazione ha formalizzato nel documento di programmazione le richieste per il nuovo gestore. Le priorità riguardano l’aumento della frequenza degli autobus nelle fasce orarie dedicate ai pendolari, in particolare tra le 7 e le 9 del mattino. Si punta inoltre a migliorare i collegamenti con la stazione ferroviaria di Santa Palomba e a garantire una maggiore copertura del servizio nelle ore serali e durante il sabato, riducendo in modo concreto l’isolamento storico delle aree rurali e periferiche della città.


Sostenibilità e fondi comunali


Il piano prevede anche un progressivo adeguamento ecologico della flotta, sollecitando l’introduzione di veicoli a basso impatto ambientale e tecnologie per il monitoraggio del traffico. Sebbene la Regione copra ora i costi strutturali, il Comune continua a investire fondi propri per integrare l’offerta regionale. Il bilancio stanzia oltre 1,2 milioni di euro all’anno fino al 2029 per il trasporto pubblico locale. Queste risorse serviranno a finanziare i servizi aggiuntivi, migliorare l’accessibilità delle fermate e sviluppare l’interscambio con i parcheggi, in linea con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.


Fra nuove e vecchie linee


A fronte dell’aggiunta di linee che riescono a coprire aree prima scoperte, basti pensare alla zona di Montedoro e alla via Laurentina che ora hanno molti più collegamenti rispetto alla precedente gestione, è stata cancellata la linea 12 festiva. Questa linea, unica attiva durante la programmazione estiva, riusciva nel suo percorso ad unire il quartiere di Campo Ascolano con la Stazione di S.Palomba attraversando Pomezia, con una buona frequenza. Una linea essenziale, che però non è stata reinserita nel nuovo piano di Astral che non prevede corse nei festivi.


La (mancata) digitalizzazione


Ad oggi è quasi impossibile sapere se un autobus è in anticipo o in ritardo, se è partito o ha effettuato una deviazione per un incidente. Questi dati sono disponibili solo sull’app proprietaria di ASTRAL e riguardano una minima parte delle corse, mentre è lo standard condividere questi dati nel formato aperto GTFS (come fanno da anni Cotral e ATAC) e che permette ai pendolari di essere informati con le app che già usano, come Moovit o Google Maps. Condividerli è essenziale se pensiamo che le Unità di Rete nascono con l’obbiettivo di migliorare l’intermodalità, ossia la possibilità di usare in maniera integrata diversi mezzi di trasporto in un singolo percorso. Come si possono programmare delle coincidenze se non ci sono dati affidabili e accessibili su ritardi o cancellazioni?

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